A New York i musei scendono in campo per i Mondiali

ANSA


I musei di New York si mobilitano per i Mondiali: dal Guggenheim con un focus su Zidane, al Whitney che declina la World Cup come esempio di multilateralismo, le maggiori istituzioni culturali newyorchesi sono scese in campo cercando di intercettare tifosi con mostre, proiezioni e programmi speciali che raccontano il calcio non solo come sport ma come fenomeno culturale globale.

Con otto partite che si giocano nella regione (tutte allo stadio MetLife a East Rutherford) e 1,2 milioni di turisti attesi in città, New York fa da apripista. Grazie alla collezionista Agnes Gund, ex presidente del MoMA e filantropa votata alle cause della giustizia sociale, una ventina di grandi sculture-pallone sono spuntate nei cinque boroughs e nell’adiacente New Jersey dove il 19 luglio si giocherà la finale.

Il progetto intitolato ‘The Art of The Game’ è l’ultimo messo in piedi prima di morire dalla Gund, patita dello sport quasi quanto dell’arte contemporanea: tra i palloni installati, quello Katherine Bernhardt è spuntato a Rockefeller Plaza davanti al quartier generale di Christie’s che dopo i Mondiali lo venderà all’asta. Altri artisti rappresentati sono la canadese Melissa McGill, nota per l’installazione Regata in Rosso a Venezia nei giorni della Biennale 2019, Leo Castañeda, Taina Cruz, Fred Wilson, Ronny Quevedo, Bony Ramirez e Tomokazu Matsuyama.

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