Coronavirus, chi riapre e chi no: da Madrid a Dubai. Per Marocco e Machu Picchu non c’è una data

Primi segnali di ripresa del turismo in Spagna. Dopo quasi 100 giorni di confinamento e sei proroghe dello stato di allerta, il Paese iberico ha revocato le restrizioni alla mobilità tra regioni e ha aperto le frontiere con l’Ue (ad esclusione del Portogallo) e verso il Regno Unito, consentendo l’arrivo di visitatori senza l’obbligo di effettuare una quarantena: nella prima giornata post-lockdown sono stati circa un centinaio i voli provenienti dall’Ue e dallo spazio Schengen, 18 atterrati all’aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas della capitale. Una ripresa verso la normalità ma con il massimo della sicurezza naturalmente, quindi lungo la costa ci si attrezza con droni, sensori, videocamere e app per gli smartphone, per garantire il rispetto del protocollo di distanziamento e igiene. In generale le regole non sono troppo diverse che altrove, con la distanza di sicurezza nei luoghi pubblici fissata ad un metro e mezzo, l’uso delle mascherine quando ciò non è possibile e l’igiene regolare delle mani.

Intanto nel Regno Unito si studia un escamotage per evitare la quarantena. I turisti che arrivano possono sottoporsi al tampone e in caso di negatività possono saltare la quarantena di 14 giorni. Il progetto pilota, secondo la Bbc, potrebbe partire in un paio di settimane nei principali aeroporti del Paese, con l’obiettivo di sottoporre al test 500 passeggeri al giorno per iniziare. Chi vorrà sottoporsi al test dovrà pagare circa 140 sterline e prenotare il tampone online in anticipo.

Buone notizia anche da Cipro che ha ulteriormente allentato le restrizioni all’ingresso sul suo territorio e adesso consente di nuovo l’arrivo di viaggiatori dall’Italia, oltre che da Francia e Spagna e dal vicino Libano, finora considerati paesi a rischio più elevato. I viaggiatori in arrivo da questi paesi dovranno presentare un certificato di negatività al coronavirus fatto nelle 72 ore prima del viaggio. Altrimenti saranno sottoposti a un tampone al loro arrivo sull’isola. Il paese è ora aperto ai voli da 30 paesi. I suoi aeroporti sono stati riaperti dal 9 giugno per voli commerciali da 19 paesi.

Fuori dai confini europei, arriva la conferma che Dubai consentirà l’ingresso ai turisti a partire dal 7 luglio. Mentre per i titolari del visto di residenza il rientro sarà possibile dal 22 giugno. I cittadini dell’Emirato potranno andare all’estero dal 23 giugno. All’arrivo in aeroporto, i turisti saranno sottoposti al test per il Covid. Se risultassero positivi, dovrebbero fare la quarantena di 14 giorni. L’alternativa è dimostrare di aver effettuato un test – risultato negativo – nelle precedenti 96 ore.

In Marocco il governo non ha voluto fissare nemmeno una data all’orizzonte per la riapertura delle frontiere mentre continua a salire il numero dei contagi. La fine del lockdown è prevista per il 10 luglio. Il Covid-19 si è abbattuto sul turismo come una catastrofe. Su 3.989 strutture ricettive solo 520 sono rimaste aperte. A partire dal 20 marzo, data di inizio del lockdown le cancellazioni si sono susseguite a ritmi da catastrofe.

E il 1 luglio non riaprirà la cittadella Inca di Machu Picchu, il principale sito turistico del Perù, a causa dei ritardi nell’attuazione delle misure di sicurezza sanitaria stabilite dal governo e del timore di contagio delle popolazioni della zona, mentre il bilancio dei morti per coronavirus nel Paese hanno superato gli ottomila. Al momento non esiste una data ufficiale per la riapertura di Machu Picchu.

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