Emergenza Ebola, a rischio altri 10 paesi africani


Si allarga l’emergenza Ebola in Africa ed anche se il rischio globale resta basso secondo l’Oms, epidemiologi e clinici invitano a non sottovalutare l’epidemia in atto mentre altri 10 Paesi africani risultano attualmente a rischio. Si tratta di Sud Sudan, Ruanda, Kenya, Tanzania, Etiopia, Congo, Burundi, Angola, Repubblica Centrafricana e Zambia. Intanto nell’epicentro, alcune aree rurali della Repubblica democratica del Congo (Rdc), i numeri relativi a casi e decessi continuano a salire: sono oltre 200 i morti su 867 casi sospetti.

A fronte dell’aggravarsi dell’emergenza in Africa, gli esperti invitano a non sottovalutare i rischi anche per i Paesi occidentali. “Non siamo davanti a uno scenario da pandemia globale come il Covid, perché Ebola – afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale – ha modalità di trasmissione molto diverse e meno efficienti, ma il rischio di espansione regionale africana è concreto e serio ed è irresponsabile sottovalutare il problema per Europa e Italia”.  

Tuttavia, rassicura l’esperto, “anche se un soggetto infetto asintomatico dovesse partire e raggiungere un paese europeo, sviluppando solo dopo i sintomi della malattia, la situazione sarebbe controllabile isolando immediatamente il soggetto a fronte di sintomi che si presentano da subito gravi”. Una amplificazione dell’epidemia “sarebbe cioè improbabile in nazioni più sviluppate, dal momento che ciò che ha determinato il moltiplicarsi dei contagi in Africa sono stati principalmente i riti funebri che hanno determinato contatti diretti con i defunti infetti e le critiche condizioni negli ospedali”. Ovvero situazioni, conclude, che “non si presenterebbero nei Paesi europei”.

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