Giappone, turisti cinesi quasi dimezzati a dicembre


Si è quasi dimezzato il flusso dei turisti cinesi in Giappone nel mese di dicembre: il segno più tangibile della crisi diplomatica scatenata dalle dichiarazioni della premier conservatrice Sanae Takaichi – che a novembre aveva alluso alla possibilità di un intervento militare giapponese in caso di attacco a Taiwan.

Il crollo del 45% su base annua, a circa 330.000 arrivi, è stato confermato dal ministero dei Trasporti nipponico, sottolineando come la frattura con Pechino si sia tradotta immediatamente in mancate prenotazioni. Dopo le polemiche sul fronte diplomatico, l’agenzia nazionale del turismo in Cina aveva infatti formalmente sconsigliato i viaggi nel Paese del Sol Levante, innescando un effetto domino su voli, alberghi e comparti del lusso.

Per il Giappone, mercato chiave per il turismo cinese, si tratta di un colpo da oltre 270.000 visitatori persi in un solo mese. Le regioni più colpite – il Kanto e il Kansai – registrano cali superiori al 50% negli arrivi dalla Cina continentale, con ricadute su fatturati di comparti che nel 2024 avevano invece beneficiato della riapertura post-pandemia. Gli analisti del settore osservano come le ricadute economiche derivanti dalle tensioni politiche siano ormai misurabili in tempo reale, diventando spesso “un termometro delle relazioni bilaterali”, mentre le previsioni per il primo trimestre del 2026 indicano un ulteriore contraccolpo in assenza di una distensione ufficiale tra i due Paesi vicini.

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