Brexit, dal 2021 visto elettronico e passaporto anche per gli europei

Un sistema elettronico di controllo degli ingressi, simile all’Esta in vigore per i visti di accesso negli Usa, anche per poter entrare in Gran Bretagna. È ciò cui dovranno sottoporsi tutti i cittadini stranieri, inclusi quelli dei Paesi Ue, dopo la Brexit e il successivo periodo di transizione nel rispetto dello status quo previsto per ora fino al 31 dicembre 2020. Almeno stando ai programmi in materia di immigrazione del partito conservatore di Boris Johnson, illustrati dalla sua ministra dell’Interno, Priti Patel. L’obiettivo del governo in carica britannico, già ripetutamente annunciato da Johnson nella campagna elettorale in vista del voto del 12 dicembre, è quello d’imporre un giro di vite sul flusso migratorio, secondo il modello di filtri adottato per esempio dall’Australia.

Un modello che per i cittadini Ue significherà – se i conservatori vinceranno – l’equiparazione al trattamento riservato agli extracomunitari. Anche con l’introduzione di un meccanismo in base al quale gli europei che dal 1 gennaio 2021 visteranno il Regno Unito, pure da semplici turisti, dovranno compilare in anticipo moduli analoghi a quelli dell’Esta americano: e attendere il via libera delle autorità di frontiera britanniche all’ingresso tre giorni prima dell’arrivo in qualsiasi aeroporto o porto dell’isola.

Di conseguenza la carta d’identità, utilizzabile oggi per viaggiare dal continente (e dall’Italia) verso Londra e il resto della Gran Bretagna, non basterà più: servirà necessariamente il passaporto. Gli europei sulle cui fedine gravassero condanne di un certo (imprecisato) peso potranno essere inoltre rispediti a casa in ogni momento. E, a scanso di ‘imboscamenti’, non mancherà un conteggio elettronico In & Out di entrate e uscite.

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