venerdì, 25 Settembre 2020

Gli italiani credono nel turismo, ma Expo potrebbe essere occasione perduta

Se da una parte gli italiani sono ben consapevoli dell’importanza del turismo per la nostra economia, indicandolo come settore centrale di crescita e sviluppo nonché come uno dei principali motori dell’economia italiana, sono altrettanto consci dell’insufficiente impegno profuso, sia dallo Stato sia dalle Regioni, per il rilancio del settore. E’ quanto è emerso dalla tavola rotonda “Turismo e ricettività alberghiera: la situazione alle porte di Expo” organizzata a Roma da Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

“I risultati della ricerca dimostrano la grande consapevolezza degli italiani nei confronti dell’importanza del turismo, e delle sue potenzialità, per la nostra economia – ha osservato Renato Mannheimer, ISPO Ricerche – riguardo ad Expo, i cittadini ritengono che l’Italia sia pronta ad accogliere il flusso di turisti, che ci auguriamo sia consistente, anche se, a soli due mesi dall’avvio dell’evento, un rilevante 30%, cioè quasi un intervistato su tre, rimane scettico. Ciò che preoccupa ancor di più è il dopo-Expo: sono infatti diffusi i timori che si riveli un’occasione gettata al vento”.

 “A due mesi dall’Esposizione Universale volevamo un quadro d’insieme, all’interno del quale collocare il settore ricettivo nel suo complesso” ha spiegato Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

 “In questi ultimi anni, abbiamo assistito ad un cambiamento sostanziale della percezione del valore dell’indotto turistico, che ora è ritenuto una fonte primaria di sviluppo economico,  creazione di opportunità di impresa e, quindi, di lavoro” ha sottolineato dal canto suo Cristiano Radaelli, commissario straordinario Enit mentre Carmela Colaiacovo, vicepresidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi ha annunciato che “la percezione che hanno gli italiani è un indicatore necessario che sfrutteremo al meglio per un’offerta sempre più di qualità. Anche se in molti casi, ci scontriamo ancora con vincoli anacronistici che condizionano l’impresa”.

“Nel chiaroscuro di questi fattori, si intravedono opportunità di crescita e miglioramento del sistema ricettivo in generale, che rischiano di essere colte, anche grazie al supporto delle ICT,  in primis da nuovi players  dell’ospitalità alternativa – ha considerato Magda Antonioli, direttore MET Università Bocconi – Di fronte a questa sfida occorre necessariamente creare sistema, fare rete col territorio e le destinazioni, nonché dotarsi di quegli strumenti di management più idonei ad affrontare  nuovi mercati e nuovi segmenti. Expo rappresenta un’occasione unica in questa direzione”.

 Infine, secondo Costanzo Jannotti Pecci, presidente Federterme, “dall’Indagine ISPO Ricerche emerge che l’offerta ricettiva/termale italiana è tra le migliori d’Europa. Ma non mi sorprende – considerato il momento che registra enormi difficoltà – un certo scetticismo da parte dei giovani sulle ricadute occupazionali di  Expo; sono convinto che l’evento saprà emozionarci e motivarli a cogliere le opportunità che si presenteranno, soprattutto se, come certamente sarà, gli effetti positivi dell’Expo si manifesteranno, anche successivamente”.

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