La nuova centralità dei borghi nel dopo-coronavirus

(di Giancarlo Dall’Ara, presidente Associazione nazionale degli Alberghi Diffusi) La situazione di crisi che stiamo attraversando riporta al centro dell’attenzione i borghi, soprattutto quelli minori, quelli con pochi abitanti, quelli defilati, immersi nella natura, in grado di offrire grandi spazi e una vita sociale fatta di piazze e itinerari all’aperto. Il declino dei piccoli centri potrebbe non essere così inevitabile, come sembrava fino a poco tempo fa.

Certo se in passato si fosse investito di più sul cablaggio, sui servizi essenziali, sulla defiscalizzazione delle attività artigianali e del commercio, e magari anche su scuole e presidi sanitari, oggi lo scenario sarebbe ancora più interessante. Ma anche così – ricerche alla mano – il ritorno di interesse verso le località minori è il trend del momento. E non parlo solo di turismo. Il dopo Coronavirus potrebbe aprire scenari nuovi per una diversa e migliore qualità dell’abitare e del vivere! Natura, Spazio, Sicurezza sono le parole chiave del futuro che si intravvede, e si trovano tutte nei piccoli centri, che sono da sempre l’ossatura identitaria del nostro Paese.
Per questo ci vorrebbe una regia nazionale, e anche una classe dirigente locale consapevole e coraggiosa.

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