L’Enit: 100mila reperti per 100 anni per raccontare le evoluzioni del turismo

Con oltre 100mila reperti di cui 20mila già digitalizzati, l’Enit inizia un’avventura nel tempo attraverso oltre un secolo di storia rivisitato dal viaggio. E festeggia i suoi primi cento anni con il libro-evento “Promuovere la bellezza” curato dal ricercatore Manuel Barrese frutto di oltre un anno di ricerche storiografiche e di analisi di migliaia di diapositive, manifesti e vetrini che hanno ricostruito di uno spaccato dell’Italia dai tratti inediti ed eterogenei e riportato alla luce i manifesti storici di artisti contemporanei: Dudovich, Cambellotti, Boccasile, Retrosi, Mino Delle Stile.

Tutto il materiale confluirà in un archivio storico digitale che insieme all’Open Library con il materiale fotografico delle Regioni Italiane costituirà il più qualificato patrimonio sul turismo italiano. La conferenza stampa di presentazione del volume, alla presenza della sottosegretaria al Mibact Lorenza Bonaccorsi, del presidente Enit Giorgio Palmucci e di Diego Bianchi di Propaganda Live (che parlerà della sua storia inedita legata ad Enit), si terrà lunedì 10 febbraio alle 11 nella sala Green (Padiglione 4) della Bit di FieraMilanoCity.

L’Italia turistica si è confermata in un secolo una delle principali destinazioni non solo per i mercati di prossimità ma soprattutto per i turisti che arrivano più da lontano. Si potrebbe tracciare una diagonale immaginaria dal 1919 al 2019. Dal 1897 (anno della prima elaborazione dati sul flusso di turisti in Italia a cura di Luigi Bodio) ad oggi, Enit è stato l’occhio vigile sui movimenti turistici internazionali in Italia, e il braccio operativo per lo sviluppo del fenomeno turistico: dalle elite alle masse, con il diffondersi delle agenzie e dei mezzi di trasporto.

In questo secolo, infatti, ci sono state molte “rivoluzioni” che hanno cambiato il nome della vacanza stessa: nato come “viaggio”, diventa “vacanza”, evolve in “soggiorno” e ora diviene vera e propria “esperienza”. Lo stimolo all’industria turistica venuto da Enit portò alla creazione di grandi catene alberghiere: secondo l’Ufficio Studi Enit il capitale investito in Italia nell’alberghiero ammontava a 5 miliardi di lire e nel 1924 erano attivi già 9.806 esercizi con 235 mila letti e ora le strutture ricettive sono circa 216mila con oltre 5 milioni di posti letto.

“Ad Enit – ricorda Giorgio Palmucci, presidente Enit – venne affidata anche l’attività di studio e di rilevamento statistico del turismo e la cura della promozione turistica all’estero. Negli anni Cinquanta e Sessanta l’Enit entrò nel mondo del cinema per produrre cortometraggi di propaganda turistica. Così Enit rimise in circolo la cultura: per l’ente lavorarono grafici e pittori di fama diversa e provenienti da ambienti diversi. Le pellicole dell’Enit, presentate alle maggiori rassegne del settore e realizzate con la volontà di trascendere i documentari sull’Italia allora disponibili, furono affidate, tra gli altri, ad autori d’eccezione. Il turismo oggi muove l’economia ed è un’attività scientifica, settorializzata e segmentata, diventando un prodotto che coinvolge non solo fattori materiali, tangibili (trasporti, ristoranti, ecc.), ma che comprende e valorizza anche fattori immateriali, come le tradizioni, la cultura locale, il senso di appartenenza, le emozioni. Fattori che esaltando l’unicità delle località turistiche hanno un ruolo determinante sulle scelte dei viaggiatori”.

“In 100 anni – aggiunge il direttore esecutivo Enit Giovanni Bastianelli – il movimento turistico è esploso da 900mila visitatori nel 1911 a quasi 64 milioni di arrivi odierni. L’apporto al sistema economico dal 1924 ad oggi è passato da 2 miliardi e mezzo di lire a quasi 42 miliardi di euro”.

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