Allarme dei Sib: un suicidio mettere all’asta 30 mila aziende balneari
19 Ottobre 2026, 11:20
“Un suicidio del Paese avviare, nelle prossime settimane, decine di migliaia di gare nei 645 comuni costieri per il trasferimento coattivo delle porzioni di demanio e, con queste, le aziende sulle quali insistono, in assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme”. E’ il grido di allarme lanciato da Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari Fipe Confcommercio all’evento del ministero del Turismo che si è svolto sabato al Tempio di Venere a Roma.
“Il bando tipo annunciato dal Governo – spiega – è del tutto insufficiente se non viene accompagnato da interventi legislativi che aggiornino il Codice della navigazione del 1942 che, ancora oggi, disciplina la materia. Segnaliamo, quindi, anche in questa occasione che “la spada di Damocle” pende sul turismo e, per il peso che esso ha, sull’economia nazionale, sul futuro del Paese. Ci aspettiamo che il Governo e le Istituzioni intervengano per evitare questo “terremoto” che potrebbe essere esiziale per il turismo e l’economia nazionale”.
“Con il 39,2% (dati ISTAT) delle presenze turistiche complessive – aggiunge – il segmento “mare” è il comparto più rilevante del turismo italiano. L’incremento del 6% (dati del Ministero del Turismo) delle presenze turistiche dall’estero in questa estate sono la conferma del successo di questo modello di balneazione attrezzata e che le aziende attualmente operanti sono efficienti e di qualità. Il loro futuro e quello del turismo nazionale, però, è a rischio per l’irrisolta questione della Direttiva Bolkestein”.