venerdì, 18 Giugno 2021

Assoaeroporti, i diritti aeroportuali non si toccano

Maniscalco risponde ad Alita: “La crisi va affrontata insieme”

”La soluzione della crisi delle compagnie aeree certamente non può essere trovata
in una riduzione dei diritti di imbarco e di approdo. Piuttosto, poiché il momento assai difficile e delicato riguarda tutti i settori del comparto, occorre che tutti insieme, e non ciascuno isolatamente si concorra a cercare le possibili soluzioni”. E’ la replica di Assoaeroporti, l’associazione confidustriale che
riunisce i gestori di tutti gli aeroporti italiani, alla richiesta che tramite Assoaereo l’Alitalia rivolge al governo per far fronte ai propri conti in rosso. ”Ci pare assurdo pensare di ridurre del 50% i diritti di imbarco per i passeggeri e di pari entità quelli di approdo negli aeroporti – dice Giovanni Maniscalco, presidente di Assoaeroporti – per due ordini di motivi. Anzitutto perché i diritti in Italia sono mediamente inferiori del 40-45% rispetto al resto d’Europa, ed è assurdo che al di là dei nostri confini, a pochi chilometri dai nostri aeroporti, si debba registrare una differenza così pronunciata. In secondo luogo – prosegue – perchè, se il vettore ha gravi problemi di bilancio, non può ribaltare su un altro soggetto della stessa filiera, appunto le società di gestione aeroportuale, le sue diseconomie. Se così accadesse, se si abbattessero della metà
i ricavi dei gestori aeroportuali, si finirebbe per deteriorare definitivamente il tessuto del settore”. ”Invece – aggiunge Maniscalco – la nostra associazione chiede un adeguamento di quei diritti al resto d’Europa, sia perché ciò servirebbe a coprire i nostri costi di gestione, sia perché era stato lo stesso governo a riconoscere questo gap e ad assicurarci che, sia pur gradualmente, sarebbe stato nel tempo ripianato. D’altra parte, se le società di gestione tentano disperatamente di portare ancora bilanci non in rosso o comunque non in grave perdita, questo è forse dovuto anche ad una politica aziendale e ad una politica di sviluppo che consente di raggiungere tali risultati”. Per la crisi pesantemente aggravata per le conseguenze della guerra in Iraq e per la paura della Sars, secondo Assoaeroporti ”la soluzione per tutto il comparto aereo va anzitutto ricercata – suggerisce il presidente – in un aumento della produttività e in un adeguamento il più veloce possibile della
politica aziendale alle mutate condizioni di mercato. Sarà certamente vero che la nostra compagnia di bandiera, che comunque va tutelata e aiutata, registra perdite per 198 milioni di euro nei primi tre mesi dell’anno, ma è altrettanto vero che altri vettori non hanno perdite uguali ed altri ancora mostrano addirittura risultati positivi. E i problemi di esubero del personale, se vi sono per i vettori, sono altrettanto pressanti per i gestori. Dunque, vanno affrontati insieme a livello ministeriale”.

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