sabato, 31 Ottobre 2020

Aumentano i viaggi d’affari e diminuiscono i loro costi

I travel manager si attivano per ottimizzare le risorse e risparmiare

Aumentano i viaggi d’affari, che diventano contemporaneamente meno costosi. Il dato emerge da uno studio realizzato da Ipsos Loyalty per conto di AirPlus International, società che offre servizi per la gestione dei viaggi d’affari per le aziende. L’indagine analizza le priorità dei manager d’affari in nove paesi europei (Italia, Germania, Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo) e negli Stati Uniti, ha messo a confronto i differenti mercati in base a parametri come le previsioni sulle evoluzioni di mercato, la prenotazione e il pagamento dei viaggi d’affari, la negoziazione di tariffe aziendali con i fornitori dei servizi e l’esaurimento di potenziali fonti di risparmio.
Dagli altri risultati venuti alla luce, si evince che la classe economica è preferita per i viaggi aerei, mentre i pagamenti vengono effettuati soprattutto con carte di credito. Inoltre, la ricerca mostra come le aziende cerchino soluzioni per risparmiare, e come vi sia un maggiore ricorso alle tariffe aziendali per voli e pernottamenti.
In Italia, tra le grandi aziende, il 40% prevede di ridurre il budget destinato ai viaggi. Tra le soluzioni adottate per spendere meno, la scelta dell’economy class è una delle più gettonate, così come i voli low cost. Sono proprio i voli, infatti, a rappresentare un importante capitolo di spesa per le aziende: in Italia, questa voce raggiunge il 53% delle spese totali.
Le carte di credito aziendali sono il mezzo di pagamento più diffuso per sostenere le spese durante i viaggi d’affari. La loro diffusione è altissima in tutti i paesi analizzati. L’Italia, col 61,5%, si posiziona però indietro rispetto ad altre nazioni come Stati Uniti (81,8%), Germania (82%) o Gran Bretagna (68,3%). Nelle aziende italiane il pagamento in contanti rimane notevolmente diffuso.
E’ destinato a crescere ampiamente il dato sulle fatture elettroniche, attualmente fermo al 5%, dove la media internazionale supera l’8%. Si calcola che in futuro più del 50% delle aziende preferirà ricevere dati in formato digitale invece che fatture cartacee.
Per prenotare i viaggi, in Italia partner preferito delle aziende rimangono le tradizionali agenzie, anche se vi è una crescita degli operatori ondine.
I travel manager italiani non seguono il passo dei colleghi stranieri sul campo dei costi indiretti. Solo il 13%, infatti, ritiene di poter risparmiare nel processo di prenotazione, nella gestione amministrativa, nelle commissioni per l’agenzia di viaggio o con l’ottimizzazione delle direttive per i viaggi. C’è scetticismo anche sulla prenotazione da parte del diretto interessato.

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