martedì, 24 Novembre 2020

Confturismo, il turismo è il petrolio d’Italia

Bocca, se facessimo un Referendum per il Ministero otterremmo percentuali bulgare

Se, paradossalmente, si potesse promuovere un referendum per la creazione di un ministero delle politiche turistiche, si otterrebbero percentuali bulgare, con
una adesione plebiscitaria delle imprese, la piena solidarietà dei lavoratori e dei consumatori, la partecipazione delle amministrazioni locali più consapevoli e la condivisione di molti politici. Ad esserne convinto e’ il presidente di Confturismo-Confcommercio, Bernabo’ Bocca, che ha lanciato la provocazione alla conferenza del turismo in corso ai Magazzini del cotone a Genova. ”Il turismo è o non è il petrolio dell’Italia?”, si è chiesto Bocca. ”Io credo – ha aggiunto – che nessun Paese arabo faccia a meno di una forte autorità di governo centrale per la politica del petrolio. Senza rimettere in discussione l’assetto delle competenze istituzionali in materia di turismo, perchè non darci allora uno strumento come quello che l’agricoltura si è data dopo il referendum del 1993 che ha portato alla costituzione del ministero per le Politiche agricole e
forestali? Non si tratta di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta, ma di garantire al Paese, alle Regioni e alle imprese la possibilità di avere un vero ed efficace indirizzo e coordinamento. Siamo certi che oggi esistono le condizioni perchè questo sogno diventi realtà, in questi due giorni, da più parti, questa esigenza è stata rappresentata con forza”.
Bocca ha poi avanzato altre richieste: eliminare o ridurre il differenziale di aliquote Iva rispetto ai nostri competitori europei; ripensare gli aggravi dei canoni demaniali e le tasse sui biglietti aerei; investire su comparti ad alto potenziale come il turismo congressuale; defiscalizzare l’innovazione tecnologica. Quanto alla riforma dell’Enit, ha sostenuto che per le imprese è necessaria la creazione di una sola entità pubblica per la promozione della filiera turistica, con la partecipazione prevalente delle Regioni, ma sostanziale delle imprese e con risorse finanziarie almeno pari a quelle dei
competitori. ”La riforma dell’Enit – ha concluso Bocca – non è però sufficiente a risolvere i problemi del turismo. Serve soprattutto un soggetto autorevole di riferimento, una politica organica di settore e una capacità nazionale di gestire il prodotto e la sua qualità. La soluzione semplice esiste, è sotto gli occhi di tutti”.

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