sabato, 31 Ottobre 2020

Farmindustria blocca il turismo congressuale

L’allarme delle agenzie organizzatrici: “Siamo in ginocchio”

Le imprese che organizzano e gestiscono i congressi medici protestano con Farmindustria per la decisione dell’associazione di sospendere tutti i congressi da subito in attesa di ricevere dal ministero della Salute norme chiare e definitive sulle modalità organizzative dopo i recenti scandali. La decisione – rilevano agenzie e meeting planners – sta “mettendo in ginocchio tutte le imprese congressuali che occupano più di 15.000 persone, e l’ effetto domino che ne consegue sta travolgendo le 1.000 imprese interessate. ”Ricordiamo che la partecipazione ai congressi – rilevano le imprese interessate riunite nell’ Associazione Italiana Incentive e Convention – si esercita prenotando e pagando con largo anticipo tutti i servizi preposti: logistica, trasporti, iscrizioni, e che le agenzie congressuali sono i soggetti che si impegnano finanziariamente e professionalmente per permettere l’accesso dei medici italiani ai congressi nazionali e internazionali”. In particolare, la sospensione di ogni attività congressuale presa da Farmindustria, “sembra ignorare che cospicui impegni finanziari e contrattuali sono già stati presi per tutte le attività del primo e secondo semestre 2003 dalle agenzie incaricate, e che gli accordi presi tra aziende farmaceutiche e agenzie dovranno comunque essere rispettati”. L’ associazione ricorda poi come ”già la legge 112 del 15 giugno 2002 ha penalizzato i congressi internazionali in Italia a favore di altre nazioni e con l’ ultima Finanziaria, e fino al 2006, si è decurtato il 75% ai congressi internazionali e nazionali. Il grave danno economico che sta derivando dalla decisione – conclude l’ associazione – rischia quindi di travolgere il settore”.

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