domenica, 13 Giugno 2021

Fiavet, bisogna migliorare l’offerta

Il presidente Tozzi ritiene che l’offerta italiana abbia perso competitività

La crisi del turismo italiano va ricercata nell’offerta, che sta perdendo competitività. A sostenerlo e’ il presidente della Fiavet, la Federazione italiana associazioni imprese viaggio e turismo, Antonio Tozzi. “Altro che effetto 11 settembre e congiuntura economica – dice Tozzi -: non si giustificherebbe altrimenti l’incremento del turismo in altri Paesi della stessa Ue, come la Spagna, la Grecia e il Portogallo”. Commentando i dati dell’ Ufficio Italiano Cambi secondo i quali, nel primo semestre dell’anno il saldo della bilancia turistica avrebbe mostrato forti sofferenze diminuendo sensibilmente rispetto allo stesso periodo del 2001, Tozzi ha spiegato che “occorre interrogarsi per capirne i motivi. Non è possibile, per esempio, insistere in quella che sembra essere diventata una moda: far pagare ticket per accedere alle aree turistiche. Al pedaggio dei pullman che – prosegue Tozzi – in alcune città come Firenze ha raggiunto le stesse proporzioni del noleggio, si vanno aggiungendo ora quelle a carico delle persone. Solo in questo ultimo scorcio di stagione abbiamo assistito all’introduzione di ticket in alcune isole minori, come Eolie e Tremiti e, addirittura, si sta discutendo di far pagare una sorta di tassa di sbarco in Sardegna, contravvenendo al dettato costituzionale che garantisce ad ogni cittadino la libera circolazione sul suolo nazionale”. Secondo il presidente di Fiavet, non valgono a giustificare l’andazzo le motivazioni: salvaguardia dell’ambiente e del suolo, potenziamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, pulizia dei fondi marini, ecc. “A parte il fatto – continua – che fino ad ora mai nessuno ci è venuto a dire come questi introiti vengono utilizzati, è difficile capire che sommando i ticket ad altri fattori il costo di un pacchetto turistico lievita fino a perdere concorrenzialità?”. Dunque, per Tozzi, il Governo e le amministrazioni locali, pur continuando a guardare al turismo come a una delle risorse più importanti dell’economia nazionale, “sembrano fare di tutto per renderlo meno competitivo. Non è un caso se, nella prima parte dell’anno, l’afflusso di turisti tedeschi è calato del 9,7% e la loro spesa, che rappresenta quasi un quarto dell’intero ammontare delle nostre entrate turistiche, è scesa di 185 milioni di euro. Molti di quei turisti che hanno preferito altri lidi – conclude – erano quelli che arrivavano da noi in auto e pullman e giravano in lungo e in largo la penisola”.

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