venerdì, 27 Novembre 2020

I diritti aeroportuali pesano del 10% su biglietti

Ricerca Bocconi-Assaereo: raddoppiati in 4 anni, forti differenze fra gli scali

I servizi aeroportuali sono sempre più cari e la loro incidenza sul costo di un biglietto domestico è quasi raddoppiata, passando dal 5,9% del 2000 al 9,3% del 2004. A lanciare l’allarme è il Certet (Centro di economia regionale, dei trasporti e del turismo) dell’Università Bocconi, autore di una ricerca sui diritti aeroportuali svolta in collaborazione con Assaereo. Il business dei servizi aeroportuali, che comprende i diritti di approdo e partenza, di imbarco passeggeri e i contributi alla sicurezza dei passeggeri e dei bagagli, nel 2004 ha toccato gli 820 milioni di euro, con un aumento del 74% tra il 2000 e il 2004. Secondo lo studio, l’aumentata l’incidenza dei diritti aeronautici ha prodotto un aumento dei costi dei biglietti, nonostante i prezzi siano diminuiti dell’8,5% nel periodo 2001-2004. A peggiorare la situazione, inoltre, sono le notevoli differenze fra gli scali: il meno esoso è quello di Napoli con un costo di 4,79 euro per passeggero, mentre la palma del più caro va a quello di Venezia con 8,75 euro per viaggiatore. Per questo, Assaereo chiede l’attuazione della legge 248/2005 sui “requisiti di sistema” che interviene sul sistema di calcolo dei diritti aeroportuali. Il testo prevede tra l’altro la ripartizione della sicurezza aeroportuale tra vettori e aeroporti, il calcolo dei diritti legato all’inflazione programmata e agli obiettivi di recupero produttività assegnati ai gestori. Come contropartita si concede agli aeroporti la riduzione del 75% del canone di concessione per i gestori con un risparmio stimato in circa 42 milioni di euro l’anno da destinare alla riduzione dei diritti corrisposti dai vettori.

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