giovedì, 24 Settembre 2020

In crescita il turismo dei borghi, capofila Abruzzo e Sardegna

I 419 borghi italiani, sono mete di un turismo in costante crescita, ma che ancora non riesce ad esprimere pienamente le proprie potenzialità. Queste località però sono sempre più scelte per ospitare feste di matrimonio, spettacoli particolari o praticare sport poco diffusi. Si va, ad esempio, da Viggianello in Basilicata dove si fa acqua trekking a Polcenigo in Friuli dove si effettuano immersioni speleo-sub e si svolge il festival della Land Art. A fare da capofila in questo settore, sono Abruzzo e Sardegna che insieme rappresentano il 25% del totale nazionale (rispettivamente il 14,3% e il 9,3%). Alta anche la percentuale dei borghi presenti in Lombardia (6,7%), in Umbria (6,4%), in Emilia Romagna ed in Piemonte (ambedue le regioni con il 6%); seguono Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

“I borghi, ancora oggi, rappresentano un valore inespresso e molto sottovalutato – ha affermato Massimo Feruzzi, amministratore unico della società di ricerche turistiche Jfc che ha fatto una ricerca sull’argomento – e ciò si riscontra nel basso indice di internazionalizzazione, pari al 28,7%, con una forte frequentazione di tedeschi, francesi e inglesi. Le previsioni indicano, per il 2016, un incremento di visitatori complessivi del +11,4%, con un aumento maggiore per quanto riguarda i mercati esteri (+15,9%) rispetto a quello nazionale (+8,8%). Target in prevalenza di tipo familiare (le famiglie con bambini rappresentano il 25,6%), spinti da una forte motivazione di scoperta della storicità e cultura del borgo”.  

Quest’anno si stima che le presenze possano raggiungere i 14 milioni 700 mila. Nel 2015 erano 13 milioni 195mila, per complessivi 5 milioni 871 mila arrivi con un giro di affari di 954 milioni di euro. Sul mercato italiano la regione con i maggiori frequentatori dei borghi è la Lombardia, che rappresenta il 15,4%, seguita dall’Emilia Romagna con il 13,7%, poi la Toscana ed il Lazio, rispettivamente 10,7% e 9,9%. Poi, ancora: la Puglia che genera l’8,3% dei visitatori dei borghi, il Piemonte (8,3%), il Veneto (7,5%), la Liguria (5,2%) e il Trentino Alto Adige (4,4%). I frequentatori di borghi desiderano alloggiare dove vi sia la garanzia di poter vivere un contatto diretto con i residenti e con le loro tradizioni. Sono infatti agriturismo, B&B e alberghi diffusi le tre formule ricettive più richieste, rispettivamente con il 22,9%, il 21,2% ed il 19,2% delle preferenze.

 

News Correlate