martedì, 15 Giugno 2021

L’italiano ama il Natale al caldo

Rischi attentati non frenano mete esotiche

Gli italiani confermano le prenotazioni per i viaggi programmati per le festività natalizie, anche sulle destinazioni più remote come le Seychelles e le Maldive, nonostante il rischio attentati incomba. Del resto, come afferma il Viminale nella sua relazione al Parlamento, l’Italia stessa non è immune dal rischio di attentati. Gli operatori turistici sono comunque tranquilli, anche perché spiegano sia il direttore generale dell’Astoi (Tour operator), Alberto Corti, sia il direttore di Assotravel (agenzie turistiche) Francesco Granese, “non si registra alcun esodo di turisti italiani dal Kenya”, dopo i recenti atti terroristici. Anche per quanto riguarda le destinazioni, considerate più o meno a rischio, “non ci sono aggiornamenti”, dice Corti, spiegando che “anche per quanto riguarda Nairobi e Mombasa, e dunque sullo stato di sicurezza del paese, la stessa Farnesina non ha emesso alcun comunicato diretto agli operatori turistici”. Le informative ai tour operator sono ferme al 30 ottobre scorso quando il ministero degli esteri richiedeva attenzione per lo svolgersi di elezioni in Kenya e indicava Nairobi e Mombasa come centri urbani a rischio. Gli italiani presenti in Kenya e ospiti del Gruppo Ventaglio sono tra l’altro in area turistica distante almeno duecento chilometri dalla zona dell’attentato e “sono tranquilli” spiega l’ufficio stampa del Gruppo. Gli operatori italiani, forti della ripresa di richieste registrata in questo ultimo periodo, sono comunque molto disponibili nell’accontentare i clienti evitando di far pagare penali in caso di cambio di destinazione rispetto al Kenya. Per Granese, “continuano ad andare bene destinazioni come Seychelles e Maldive verso le quali la domanda è forte” e anche l’Egitto “si conferma attraente – spiega il direttore di Assotravel – dopo gli attentati pre-11 settembre visto anche la capacità di controllo dello Stato che garantisce
tranquillità”. Nonostante l’ ottimismo gli operatori turistici hanno fatto uno screening dei paesi che vanno più o meno bene tenendo conto delle richieste dei turisti. A indicare tre diversi livelli di interesse per le destinazioni turistiche è Giuseppe Boscoscuro, presidente di Astoi, che indica “con andamento positivo il Mar Rosso (700mila italiani nell’anno), le isole del Pacifico (20-25mila italiani); l’Australia (50 mila turisti); il Messico (soprattutto quello caraibico in ripresa con presenze anche di 150mila italiani); Cuba (100mila)”. Positivo anche il trend delle crociere che sono un prodotto in crescita negli ultimi anni. A questi si aggiungono Zanzibar (30mila italiani nell’anno), Maldive (70mila), Mauritius e Seychelles (30 mila in totale sempre con trend positivi). “Così come, trainato da Maldive, è lo Sry Lanka che raccoglie consensi”. Altri due trend positivi – nota Boscoscuro – sono evidenti per la Cina (destinazione in ascesa) e Capo Verde, “che – dice –
rappresenta una sorpresa positiva”. Giudicate “decisamente negative” invece le destinazioni come Israele, “ormai tagliata fuori dalle rotte turistiche, la Siria e la Giordania (che comunque non è una destinazione richiesta in questo periodo dell’anno) e Bali che non può essere programmata in Italia dopo l’ultimo attentato per richiesta esplicita della Farnesina”. Viene invece apprezzata dai giapponesi, visto che il loro governo ha tolto quello che in gergo tecnico i tour operator chiamano “lo sconsiglio”. Ancora con segno meno gli Usa, che risentono del post-11 settembre e alcune situazioni specifiche come la Costa d’Avorio dove “purtroppo – spiega Boscoscuro – ci sono investimenti diretti di operatori europei e italiani che stanno pagando per la situazione di forte instabilità interna”.
Tra le destinazioni che “tengono ma non sono certo all’apice delle richieste” ci sono l’India, la Thailandia, i Caraibi francesi e inglesi (va bene la parte spagnola). Vanno bene le capitali europee, “vista anche l’attrazione del periodo, legato alle festività natalizie”.

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