martedì, 1 Dicembre 2020

Riforma Enit/1: Jannotti Peci boccia il ddl del Governo

Non rispetta gli accordi presi in conferenza stato-regioni

Dopo le polemiche altre polemiche
sembrano addensarsi sul settore del turismo: la tanto attesa
riforma dell’Enit, cosi’ come e’ delineata in un disegno di
legge del ministro delle Attivita’ Produttive non piace per
niente al presidente della Federturismo, Costanzo Jannotti Peci,
il quale sostiene che si tratta di un’operazione di
”maquillage” e che tradisce gli impegni assunti nella
Conferenza Stato-Regioni il 30 aprile scorso.
Il disegno di legge prevede, tra l’altro, che il nuovo CdA
dell’ente trasformato in un’Agenzia del turismo piu’ snella ed
operativa, dovra’ essere composto da dodici membri: sei
designati dalla Conferenza Stato-Regioni, tre dal Cnel in
rappresentanza delle categorie produttive e tre di nomina
ministeriale. Il presidente della Federturismo lamenta il fatto
che gli imprenditori non siano rappresentati direttamente.
”Che cosa c’entra il Cnel – si chiede Jannotti Peci – il quale
sostiene che l’ipotesi del ministero e’ completamente diversa da
quella su cui abbiamo lavorato. Il Cnel – insiste – e’ un posto
dove lavorano i rappresentanti del mondo del lavoro, non sono le
imprese”.
Secondo il presidente ”qualcuno sta cercando di truccare le
carte dicendo che proprio gli imprenditori avrebbero parlato per
primi del Cnel; non e’ assolutamente vero – taglia corto – c’e’
un’intesa, ma qualcuno oggi vuole fare confusione”.
Jannotti Peci nutre inoltre qualche perplessita’ che il ddl
possa trovare il gradimento delle Regioni: ”con l’intesa del 30
aprile – ricorda – avrebbero dovuto avere la maggioranza, ora
non piu’ ; dubito che accettino”.
Le critiche della Federturismo riguardano anche il metodo
scelto dal governo:”avevamo chiesto che la riforma passasse con
un decreto legge; il governo invece, ha intrapreso la strada del
disegno di legge, un percorso piu’ lungo e che ha bisogno di
ampio consenso. Quali fortune potra’ avere? – si chiede ancora
Jannotti Peci – siamo colpiti da questo modo di fare. Avevamo
scelto la strada maestra dell’interlocuzione, ma oggi sui
giornali ci viene scodellata questa improvvida proposta. Se
andasse avanti chiederemo la modifica del disegno di legge –
conclude – non si puo’ chiedere il coinvolgimento sul piano
degli investimenti e delle responsabilita’ ai privati e poi non
farli partecipare direttamente”.

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