sabato, 26 Settembre 2020

Roma catalizzera’ il flusso turistico cinese in Europa

L’assessore regionale al Turismo: “Risolveremo i problemi attuali”

“Per noi il rapporto con la Cina e’ una grande opportunita’ di crescita e il turismo puo’ essere uno dei punti di forza tra questi due Paesi. Anche
per questo riteniamo che i dazi, le contrapposizioni commerciali siano assolutamente sbagliate. L’impegno di questa Regione sara’ invece mirato
affinche’ per arrivare a Roma dalla Cina non si debba passare per la Francia o per la Germania”. A dichiararlo e’ stato l’assessore regionale al Turismo del Lazio, Raffaele Ranucci, nel corso di un incontro con la stampa cinese, nell’ambito dell'”Educational Press” promosso dall’Apt romana per una delegazione di giornalisti della Cina.
Secondo Ranucci, Roma e il Lazio sono destinati a diventare la porta attraverso cui il turismo cinese giungera’ in Europa. Attualmente solo il 12% dei cinesi sceglie di fare vacanza nel Vecchio Continente e solo 200 mila all’anno visitano l’Italia, preferendo come meta i paesi dell’Asia. Ranucci ha poi concluso: “Vanno risolti i problemi che ci sono, per esempio quello dei visti, un problema che va superato insieme al governo italiano”.
All’incontro e’ intervenuto anche il ministro plenipotenziario Alberto Bradanini, coordinatore del comitato Italia-Cina del Ministero degli Esteri, che ha sottolineato un altro problema: “C’e’ poi un aspetto – ha detto sul quale ci aspettiamo la collaborazione della Cina: anche se si tratta di un fenomeno minimale rispetto al settore del turismo, esistono alcune organizzazioni di trafficanti di esseri umani si appoggiano ad alcune agenzie cinesi per organizzare l’immigrazione clandestina. Un fenomeno che riguarda una percentuale minima delle agenzie turistiche, ma che se non represso rischia di danneggiare un’area di forte sviluppo e investimento per i due Paesi. Ci aspettiamo che vengano individuate le agenzie a capo di questa immigrazione illegale affinche’ siano escluse dalla possibilita’ di operare verso l’Italia e l’Europa. Infine, ci aspettiamo uno sviluppo del turismo reciproco, anche attraverso investimenti cinesi, non solo nell’organizzazione, ma anche in attivita’ di ricezione in Italia”.

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