venerdì, 25 Settembre 2020

Trasporto aereo, Governo Usa in ritardo per piano liste passeggeri

A metà febbraio doveva scattare il controllo pre-decollo, ma gli aerei vengono bloccati solo in volo

L’amministrazione Bush e’ gia’ in ritardo di tre mesi rispetto alla scadenza fissata dal Congresso per creare un meccanismo di controlli dei passeggeri
diretti in aereo verso gli Usa che faccia evitare incidenti come quello capitato giorni fa ad un aereo Alitalia Milano- Boston costretto ad atterrare nel Maine per ragioni di sicurezza. Il Congresso aveva dato tempo fino al 15 febbraio al governo Bush per far scattare un meccanismo che consentisse di controllare i nomi dei passeggeri diretti negli Usa, rispetto ad una lista di potenziali terroristi, prima che gli aerei decollino alla volta degli Stati Uniti. Ma il nuovo sistema non e’ ancora scattato. Con quello attuale le compagnie aeree forniscono alle autorita’ Usa la lista completa dei passeggeri circa 15 minuti dopo il decollo dopo avere effettuato un controllo preliminare che non viene
giudicato comunque molto affidabile da Washington. Il controllo effettivo della lista passeggeri dei voli diretti verso gli Usa richiede almeno due ore di lavoro per ogni aereo al quartier generale dei Customs Service’s National
Targeting Center. Eventuali scoperte di nomi sospetti avvengono cosi’ spesso solo quando l’aereo e’ ormai vicino agli Stati Uniti (circa 2600 voli giungono ogni giorno negli Usa). Le autorita’ Usa sottolineano che l’alternativa, in questo momento, sarebbe ritardare di due ore la partenza di ogni aereo
diretto verso gli Usa per effettuare i controlli mentre i passeggeri attendono sull’aereo la ‘luce verde’ al decollo. Casi di omonimia hanno portato negli ultimi giorni alla deviazione sul Maine di aerei partiti da Parigi e da Milano alla volta di Boston per la presenza a bordo di passeggeri con nomi presenti anche nella lista dei sospetti terroristi.

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