mercoledì, 18 Maggio 2022

Unesco, parecchi siti italiani rischiano la cancellazione

L’allarme è stato lanciato a Paestum dall’Ambasciatore Caruso

Diversi siti italiani sono nel mirino e potrebbero rischiare di essere cancellati dalla lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. A lanciare l’allarme è Francesco Caruso, ambasciatore d’Italia all’Unesco. Lo fa a Paestum (Salerno) dove è in corso di svolgimento la VII Edizione della Borsa Mediterranea del Turismo archeologico e dove si fa portavoce di proteste di cittadini che presto
potrebbero costare caro ad un Paese, come l’Italia, che vanta il primato per il numero (39) di patrimoni Unesco presenti.
”Siamo i primi da un punto di vista quantitativo ma non certo dal punto di vista della gestione qualitativa – ha dichiarato Caruso – Qualche esempio di siti a rischio? Le Ville Palladiane, nel Vicentino, minacciate da costruzioni o svincoli autostradali. Il ministero dell’Ambiente, dei Beni Culturali sono intervenuti, la Presidenza del consiglio dovrà mediare ed eventualmente immaginare delle soluzioni alternative, come interramenti di alcuni percorsi, per evitare che il comitato mondiale del patrimonio consideri le Ville prima ‘sito in pericolo’, questa è la procedura, e poi le cancelli”. ”C’è poi il caso del Friuli Venezia Giulia dove c’è un altra situazione in pericolo, o la Val Camonica dove hanno piantato delle scale di ferro in delle rocce rupestri”. E l’ambasciatore va anche oltre. Cita le proteste dei cittadini che parlano di un grande parco archeologico in Sicilia ”dove ci sono indicazioni solo in italiano”, di un altro grande sito della Campania ”dove non ci sono bagni adeguati”. Bisogna capire che non siamo affatto i primi della classe – ha concluso Caruso – e che l’Italia è seriamente a rischio”.

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