A maggio cancellati 12mila voli per caro carburante

ANSA/TELENEWS


Per colpa dell’aumento del costo del carburante, in rialzo dell’84%, le compagnie aeree hanno cancellato 12mila dei voli previsti a maggio. Secondo un’analisi della società specializzata Cirium citata dal Financial Times e riportate da Il Post, i vettori hanno scelto di cancellare i voli oppure ridurne la capacità ricorrendo ad aerei più piccoli,

A cancellare il maggior numero di voli Lufthansa, che aveva annunciato la cancellazione di 20mila voli fino a ottobre, Turkish Airlines, che ne ha cancellati 3mila a maggio; e Air China, che ha ridotto soprattutto i collegamenti interni.

La riduzione dei posti e dei voli è dipesa anche dalla chiusura temporanea degli aeroporti del Golfo Persico. Dopo il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, le operazioni sono riprese ma senza tornare ai livelli di prima, soprattutto in termini di passeggeri. La compagnia emiratina Etihad, per esempio, su alcune rotte è passata dagli Airbus A350, che hanno 400 posti, ai Boeing 787, che ne hanno tra i 220 e i 300.

La riduzione dei voli da e per il Golfo ha avuto l’effetto di aumentare la richiesta su altre rotte, che non passano da lì. Per esempio Air France è passata ad usare aerei più capienti per la tratta per Mumbai, in India, mentre Air China per quella tra Londra e Pechino. Alcune compagnie scandinave con voli per l’Asia, come Finnair, hanno detto che le loro prenotazioni sono aumentate, generando ricavi.

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