giovedì, 24 Settembre 2020

Cielo unico, Europa ancora in ritardo

Costi extra per 5 mld: in primavera partiranno le procedure d’infrazione

E' scaduta oggi l'ultima data utile per l'attuazione delle norme Ue per la creazione del 'Cielo unico europeo', ma tutti o quasi tutti i 27 stati membri non si sono presentati pronti all'appuntamento. Dunque "in primavera" arriveranno le relative procedure d'infrazione, con le lettere di messa in mora. E sempre in primavera arriverà un nuovo pacchetto di misure.
Le inefficienze dovute alla frammentazione in 27 spazi aerei del cielo europeo causa costi extra pari a 5 miliardi ogni anno, e aggiunge 42 chilometri a ogni rotta di lunghezza media, con un maggiore consumo di benzina, più inquinamento e ritardi. Un confronto impietoso con gli Stati Uniti, che a fronte della stessa dimensione dello spazio aereo ma con molto più traffico hanno la metà dei costi. "Intraprenderemo ogni possibile azione per fare del 'Cielo unico europeo' una realtà", ha avvertito il commissario Ue ai trasporti Siim Kallas, perché questo "é troppo importante per essere lasciato fallire", soprattutto in "tempi di crisi, in cui non si può restare con lo status quo".  

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