Nel 2025 in Italia 1,5 giorni di scioperi aerei al mese


Nell’intero 2025 in Italia sono stati effettuati in totale 19 scioperi nel comparto del trasporto aereo, in media oltre 1,5 giorni ogni mese. Lo afferma RimborsoAlVolo, società specializzata nell’assistenza ai passeggeri, in vista delle nuove proteste sindacali indette per domani dai dipendenti di Vueling Airlines, (dalle 10 alle 18), del personale di easyJet (24 ore), di Swissport Italia a Milano Linate e di Airport Handling a Linate e Malpensa e dei lavoratori di Assohandlers (dalle 13.00 alle 17).

Altri scioperi nel settore aereo sono già stati proclamati per i prossimi 31 gennaio, 16 febbraio e 7 marzo ricorda RimborsoAlVolo rilevando i disagi per i passeggeri e danni da milioni di euro per le compagnie aeree che in alcune circostanze devono riconoscere indennizzi fino a 600 euro a passeggero in caso di cancellazione o ritardo prolungato del volo.

Nel ricordare l’obbligo di rispettare le fasce di garanzia, dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, la società precisa che “in tutti i casi in cui un volo viene cancellato senza un preavviso di almeno 14 giorni o subisce un ritardo prolungato, la compagnia aerea ha l’obbligo di garantire assistenza ai passeggeri (pasti, bevande, sistemazione in albergo, trasferimenti dall’aeroporto all’hotel, ecc.)” altrimenti deve rifondere le spese al passeggero, purché ragionevoli e appropriate: quindi è bene conservare tutte le ricevute”.

In caso di volo cancellato la compagnia aerea deve offrire la scelta tra: il rimborso del biglietto e, in caso di coincidenza, un volo di ritorno all’aeroporto di partenza non appena possibile; l’imbarco su un altro volo verso la destinazione finale non appena possibile, oppure l’imbarco su un altro volo in una data successiva.

E se lo sciopero è indetto dal personale della compagnia aerea, i passeggeri hanno anche diritto alla compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro, in caso di cancellazione del volo o quando i passeggeri raggiungano la destinazione finale con un ritardo all’arrivo pari o superiore alle 3 ore rispetto all’orario di arrivo previsto, come stabilito da una sentenza della Corte di Giustizia Europea.

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