Confturismo: manca voglia di vacanze. E l’estate è ancora un rebus

Nonostante il calo dei contagi e l’inizio della fase 2 e mentre dalle spiagge alle montagne fino alle città d’arte il mondo del turismo cerca di prepararsi tra mille dubbi e perplessità a questa strana estate post epidemia, si raffredda la voglia di vacanze degli italiani. E’ quanto sostiene un’indagine di Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg secondo cui aumenta la quota di chi, al termine dell’emergenza, rimanderà la vacanza anche potendola fare e le prime uscite post Covid-19 saranno di pochi giorni e vicino alla propria città, con l’obiettivo di stare il più possibile all’aria aperta.

Insomma, più che ferie estive, le vacanze degli italiani assomigliano ai cosiddetti “short break” di mezza stagione, con un impatto molto più ridotto sui consumi. Solo il 20% vorrebbe fare le valigie appena l’emergenza sanitaria sarà conclusa, il 15% è incerto per le disponibilità economiche, l’8% non sa se potrà farlo per le ferie e impegni lavorativi. Insomma regna l’incertezza.

“C’è l’incertezza di fondo che sta facendo passare agli italiani la voglia di fare vacanza – commenta il presidente di Confturismo-Confcommercio Luca Patanè – e avrà ripercussioni anche sugli stranieri che devono venire in Italia, ne prevediamo infatti, nei prossimi mesi, solo un 20% di quelli che solitamente arrivano. In alcune aree del paese i contagi sono stati bassi se non nulli. Ripartiamo dunque gradualmente da quelle regioni per iniziare a dare un volto di normalità e a scaldare il motore dell’economia. È arrivato il momento di ripartire subito in sicurezza ormai le imprese del settore hanno già perso l’80% del fatturato e l’estate rischia di essere drammatica. In questa situazione – conclude – non intervenire subito e con strumenti efficaci a supporto delle attività del settore e dei consumi, con una ‘manovra sincronizzata su più fronti’, vuole dire negare i fondamentali dell’economia e non avere assolutamente chiaro quali sono davvero i settori strategici nel nostro sistema Paese”.

Intanto già oggi riaprono le prime spiagge, anche se solo per consentire agli stabilimenti di avviare i lavori in vista dell’estate. Ma sono tante le aree del paese in cui la ripartenza è stata rinviata e le proteste non mancano: dalla riviera romagnola alla Versilia, dove le strutture apriranno stamattina per un’ora per protesta, i balneari si mobilitano contro la mancata possibilità di riprendere a lavorare. Da governo ed enti locali arriva un generale invito alla cautela, mentre si studiano le modalità di apertura anche con i sindacati in vista dell’estate. Il distanziamento tra gli ombrelloni e la prenotazione obbligatoria tramite app sono misure ritenute da tutti necessarie. Tutto comunque dipenderà dell’evolvere dell’epidemia e dalla domanda.

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