mercoledì, 21 Ottobre 2020

Franceschini: gran parte fondi europei al settore turistico, non chiudere confini Ue

“Nell’affrontare la crisi del turismo nell’era della pandemia, dobbiamo continuare con il metodo finora seguito: nessun paese può farcela da solo in questa circostanza”. Lo ha detto il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, intervenendo in videoconferenza alla riunione informale dei Ministri del Turismo dell’Unione Europea convocata dalla presidenza di turno tedesca del Consiglio dell’Unione Europea.
 “Dobbiamo guardare avanti e concentrarci sulla prossima fase. Per questo sosteniamo il Commissario Thierry Breton riguardo la necessità di allocare una parte significativa dei fondi Next Generation EU al turismo – ha aggiunto il ministro italiano -. Per la stessa ragione, nell’elaborare il piano nazionale del recovery fund, stiamo tenendo il settore del turismo in cima alla nostra agenda di investimenti e di riforme, in linea con la politica comune europea sugli obiettivi riguardanti la transizione green e digitale. Dobbiamo intraprendere ogni azione possibile – ha detto ancora – per mantenere vivo il settore del turismo ed evitare la chiusura dei confini. Inoltre, se vogliamo un settore turistico solido e vitale in Europa, dobbiamo continuare a coordinare le nostre azioni e le nostre politiche tra gli stati membri e verso terzi”.
Nel corso del suo intervento, inoltre, Franceschini ha chiesto che venga consentito, per il sostegno al settore turistico, di superare la soglia di 800.000 euro per i contributi diretti e le agevolazioni fiscali prevista dal quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, permettendo così di sostenere in maniera più significativa le realtà del settore in grave difficoltà: “molte compagnie e hotel, infatti, hanno già raggiunto questo limite”.

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