lunedì, 27 Settembre 2021

La pandemia pesa ancora sul turismo, ripresa in estate

Il 2021 dovrebbe chiudersi con una leggera flessione delle presenze turistiche complessive rispetto al 2020 (-2%), segno di quanto abbia pesato e continui a pesare l’impatto della pandemia. Su tale previsione incide, in particolare, l’impatto dei primissimi mesi dell’anno, pienamente colpiti dal Covid a differenza di quanto accaduto nel 2020.

E lo scenario complessivo per l’industria resta estremamente difficile. Il 57% circa delle imprese ricettive prevede un 2021 in perdita (era l’84% nel 2020) e solo il 20% dei casi stima di avere degli utili. Sono gli scenari previsionali dell’Osservatorio Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche di Unioncamere, all’evento Dialoghi sul Turismo organizzato in streaming a cui ha partecipato anche il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. L’introduzione del Green pass e le nuove regole per gli spostamenti turistici stanno avendo alcuni effetti positivi per le previsioni di vacanza dell’estate 2021. Tuttavia la ripresa dei contagi in alcuni mercati chiave, e poi in Italia, fa permanere uno scenario di grande incertezza.

In particolare, rispetto allo scorso anno – secondo l’Isnart – si registrano segnali positivi dai mercati internazionali nei primi due mesi estivi (+32% a luglio e +30% ad agosto), che premiano soprattutto Lazio, Campania, Umbria, Sicilia, Puglia e Toscana. Il mercato interno resta anche per il 2020 centrale per il turismo in Italia. Infatti, fino al 2019 l’incidenza delle presenze turistiche degli italiani era di circa il 50% (49,5% nel 2019), mentre nel 2020 con il Covid l’incidenza degli italiani è aumentata al 68,6% e per il 2021 si attesterà al 68,3%.

La pandemia inoltre ha senza dubbio prodotto mutamenti in termini di consumi turistici. Tra i fattori determinanti nella scelta delle destinazioni emerge prepotentemente la sicurezza, molto importante per il 77% dei turisti, seguita dal rapporto qualità-prezzo (75,7%), attrazioni naturali o culturali (75,4%), comfort e accessibilità (72,9%), cultura, stili di vita e tradizioni locali (71,8%) e attenzione all’ambiente e alla sostenibilità (69,3%). Tra gli andamenti attesi nella tipologia di domanda emergono una crescita del cicloturismo, una tenuta del turismo enogastronomico e un calo del turismo culturale. Positivo, inoltre, “l’effetto Europei” sull’interesse dei turisti internazionali verso il nostro Paese. La vittoria della nazionale italiana ha innescato attenzioni e ricerche per venire in vacanza in Italia. Dalle elaborazioni Isnart sulle fonti Google, in corrispondenza della fase finale degli Europei, l’interesse turistico verso l’Italia è cresciuto del 300%.

“Vediamo segnali di ripresa e quelli relativi ai turisti internazionali sono decisamente incoraggianti ma nel complesso non sono sufficienti per parlare di vera ripartenza – ha sottolineato Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart -. I consumi turistici sono da sempre fortemente condizionati dalla prevedibilità degli scenari economici e sociali e dall’incontro tra domanda e offerta. Sul fronte della domanda si cominciano a vedere i primi frutti dei dati sulla campagna vaccinale e sulla riduzione dei nuovi contagi. Occorre ora lavorare sul fronte dell’offerta, affinché possa farsi trovare pronta quando la domanda ripartirà pienamente. Quello dell’offerta turistica è un sistema complesso, fatto da trasporti, accoglienza alberghiera ed extra-alberghiera, attrattori culturali, grandi eventi, che è stato messo in ginocchio dalla pandemia e per il quale serviranno investimenti, innovazione e politiche di sviluppo”.

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