Turismo LGBTQ+: Italia 1^ al mondo su Booking, Milano al top per accoglienza inclusive

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Close up of a female couple out shopping and exploring the city with their dog


Il turismo inclusivo si attesta come un segmento ad altissimo valore aggiunto per la filiera ricettiva italiana, muovendo flussi internazionali che premiano le destinazioni capaci di garantire standard certificati di ospitalità. Secondo l’ultimo report Travel Proud pubblicato da Booking.com nel giugno 2026 — basato sulle risposte di 13.300 viaggiatori in 19 Paesi —, l’Italia si posiziona al primo posto della classifica globale con 24.232 strutture certificate (+14% rispetto al 2025) che hanno completato il programma di formazione per l’accoglienza inclusiva. A livello cittadino, Milano conquista il primato mondiale assoluto con 2.691 strutture Travel Proud, superando metropoli del calibro di Rio de Janeiro e Londra, mentre Roma si attesta in quinta posizione globale con 1.345 strutture complessive.

Nonostante il record di strutture certificate, la ricerca evidenzia come la percezione della sicurezza per i viaggiatori della comunità rimanga complessa, imponendo sfide importanti al trade in termini di customer care. Solo il 31% delle persone LGBTQ+ dichiara apertamente la propria identità durante un viaggio, mentre il 40% ammette di nasconderla pur di visitare la destinazione dei propri sogni senza correre rischi e il 44% adotta oggi molte più precauzioni rispetto al passato, come la condivisione della posizione o l’uso di VPN. I viaggiatori trans registrano l’indice di ansia più elevato, con il 43% degli intervistati che si è sentito più a disagio negli ultimi anni e che indica la mancanza di servizi e strutture neutre rispetto al genere, come bagni o spogliatoi negli hotel, come principale fattore di stress.

Il report mette però in luce anche un forte segnale di controtendenza tecnologica, rivelando che il 66% dei viaggiatori LGBTQ+ ha utilizzato l’Intelligenza Artificiale per pianificare i propri itinerari nel 2026. Per il 43% del campione, l’IA rappresenta uno strumento fondamentale per ottenere consigli e recensioni totalmente obiettivi e privi di pregiudizi sulla scena locale, mentre il 37% preferisce rivolgere domande delicate sull’inclusività a un assistente virtuale piuttosto che al personale umano. Come evidenziato da Matthias Schmid, SVP of Accommodations di Booking.com, il programma di formazione, ora attivo in 11 lingue e applicato da oltre 142.000 partner globali, mira proprio ad abbattere queste frizioni, offrendo strumenti di prenotazione e filtri dedicati per intercettare la domanda di quel 66% di utenti che desidera viaggiare esprimendo liberamente se stesso.

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