Webinar Global Blue delinea i 3 asset per la ripresa del settore turistico in Italia

Si è svolta la 3^ edizione del ciclo di webinar ‘Turismo – viaggio tra gli operatori del settore per capirne il cambiamento in atto’ organizzato da Global Blue, grazie alla partecipazione di Massimiliano Vavassori, direttore Relazioni Istituzionali & Centro Studi di Touring Club Italiano, Massimo Torti, Segretario Generale di Federazione Moda Italia-Confcommercio e Ivana Jelinic, presidente di Fiavet – alle aree da guardare con maggiore interesse questa estate per la ripresa del settore e l’impatto che i “nuovi” flussi turistici potranno avere sul retail.

“Non credo che ci saranno delle aree che nel giro di uno o due anni usciranno dal mercato turistico e altre che invece si affermeranno – ha detto Vavassori – Ci sarà sicuramente una selezione legata alla capacità di organizzare un’offerta percepita come di qualità, un’esperienza più in linea con i nuovi valori che usciranno da questa situazione. Oggi siamo portati a vedere quasi solo questa emergenza come fattore dirompente, ma non dobbiamo dimenticarci che venivamo da un periodo di grande riflessione sul senso di un turismo di massa estremo, soprattutto nelle città d’arte, che oggi stanno soffrendo molto. Anche di questo dobbiamo fare tesoro per evitare di tornare esattamente a fare ciò che stavamo già mettendo in discussione, con i problemi che erano già tutti sul tappeto. Dal 2015, il capoluogo lombardo ha dimostrato di saper cambiare la natura della propria offerta, trasformandosi in una località turistica non più monotematicamente legata al business. Ora, se Milano riuscirà a riorganizzare l’offerta legandola non più solo – o in modo prevalente – agli eventi, complicati oggi da vendere, ma integrata con il territorio, con la natura, con il resto dell’offerta lombarda, credo che riuscirà più facilmente rispetto ad altre realtà a ricollocarsi sul mercato turistico internazionale”.

“Ripensare la distribuzione turistica significa anche ripensare la distribuzione commerciale – ha aggiunto Massimo Torti, Segretario Generale di Federazione Moda Italia-Confcommercio – Tornare al “turismo lento” va in parallelo con il percorso del “fashion slow” alla ricerca di un rinnovato modello capace di rallentare i tempi della moda, adattandoli all’attuale livello “slow” di consumo. Se cambia il nostro cliente dobbiamo cambiare anche noi e il nostro sistema. E la formazione è la base per ogni trasformazione: una formazione che vada a coprire un gap culturale digitale – per esempio per far sì che la vetrina personalizzata e di cui il cliente è affezionato continui a vivere sulla via delle città ma si ritrovi anche online – e una formazione che supporti nuovi modelli di gestione del negozio, mantenendo ferma la tradizione ma, allo stesso tempo, innovandola”.

“Il primo fattore indipendente da noi verso il quale stiamo puntando l’attenzione è la programmazione delle compagnie aeree – ha ricordato Jelinic – Con la riapertura prevista dei confini nazionali, ci attendiamo dall’inizio di luglio di poter rivedere qualche volo internazionale, partendo dal bacino europeo. Dal nostro osservatorio, però, posso dire che stiamo ricevendo diverse richieste di informazioni anche dal mondo extra-UE. Se, in questo momento, l’America Latina è la regione più in ritaro verso la ripresa, probabilmente il mondo cinese sarà quello che più rapidamente si riaffaccerà sul mercato italiano ed europeo. La previsione è che per ottobre-novembre si possano rivedere flussi più strutturati, ma gli operatori stanno lavorando già sul Capodanno cinese del 2021. Guardando al fronte russo, probabilmente turisti in piccoli gruppi da quelle zone potremmo rivederli già da fine estate e in modo più solido entro la fine dell’anno. Diciamo che c’è un elemento positivo che non dobbiamo sprecare: il desiderio dei viaggiatori internazionali di venire o tornare in Italia – ha sottolineato – Non dobbiamo, però, rimanere indietro rispetto ad altri Paesi europei che sono già partiti con campagne di comunicazione e promozione verso i Paesi extra-UE. Dobbiamo riposizionarci come destinazione che non vede l’ora di accogliere in sicurezza i turisti, dobbiamo farlo subito altrimenti recuperare anche questo gap sarà molto difficile”.

 

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