Isole che Parlano torna a settembre tra musica, fotografia e arte
17 Luglio 2026, 09:30
Photo credit @ Festival Internazionale Isole che Parlano - Francesco Conversano
Dal 5 al 13 settembre 2026 Isole che Parlano festeggerà la sua XXX edizione tra Palau, La Maddalena, Arzachena e Luogosanto. Diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli e organizzato dall’Associazione Sarditudine, il festival internazionale conferma il proprio appuntamento di settembre nei luoghi in cui, da trent’anni, costruisce un dialogo tra arti contemporanee, tradizioni, paesaggio e comunità.
Nato in Sardegna e radicato in Gallura, Isole che Parlano ha attraversato tre decenni portando nei luoghi del territorio artiste e artisti provenienti da contesti culturali differenti, molti dei quali per la prima volta sui palchi italiani. Una storia costruita senza separare la ricerca artistica dall’ascolto dei luoghi: siti archeologici, chiese campestri, piazze, pinete, fari, spiagge e spazi culturali diventano ogni anno parte della relazione tra gli artisti ospiti, chi guarda, chi ascolta e il paesaggio che li accoglie.
La XXX edizione sarà un’occasione per ripercorrere una storia lunga e riconoscibile, ma anche per rinnovare il lavoro di ricerca che da sempre caratterizza il festival: ospitare musicisti e musiciste capaci di partire dalle proprie radici culturali per sviluppare linguaggi contemporanei, in cui tradizione e innovazione continuano a incontrarsi. Memoria, ricerca, appartenenza e incontro restano il filo che tiene insieme un programma pensato non come semplice successione di appuntamenti, ma come percorso tra luoghi, suoni, immagini, esperienze e relazioni. I concerti al tramonto, le introduzioni ai siti, una nuova didattica dell’arte, le degustazioni e gli incontri con le tradizioni locali confermeranno la natura del festival: un’esperienza di ascolto in cui il paesaggio non è mai semplice cornice, ma parte viva di ciò che accade.
Isole che Parlano di musica resta il cuore del progetto. La nuova edizione porterà in Sardegna artisti e artiste provenienti da geografie musicali differenti, con progetti che attraversano tradizioni orali, ricerca contemporanea, improvvisazione, nuove scritture, vocalità – particolarmente presente in questa edizione e declinata in svariate direzioni – elettronica e forme ibride di composizione. Tra i nomi al momento confermati ci sono Stranded Horse & Boubacar Cissokho (Francia/Senegal), Gli Amici di Matteo-Campanari di Locusantu (Sardegna) Ganna Gryniva (Ucraina), Nuhara (Sicilia), Raphael Rogiński (Polonia), Iztok Koren (Slovenia), Ana Lua Caiano (Portogallo), Los Sara Fontan (Catalogna), Pierpaolo Vacca (Sardegna), Bitoi (Svezia/Danimarca), Davide Ambrogio (Calabria), Freak Motel (Sardegna), Tarta Relena (Catalogna), Dzambo Agusevi Orchestra (Macedonia del Nord), accanto alle voci a cuncordu di Sos Cantores de Cuglieri, a paghjella della Canturia di Tagliu (Corsica) e a tenore de Su Cunnottu de Onne (Sardegna), presenza imprescindibile nel percorso del festival e protagonisti di Di Granito, la sonorizzazione itinerante della Roccia dell’Orso dedicata a Pietro Sassu, Mario Cervo e Antoni Are (quest’anno con un pensiero speciale per Giovanni Pinna). Ospiti, quindi, diversi per provenienza, linguaggi e percorsi, accomunati dalla capacità di mettere in relazione memoria e invenzione, radici e trasformazione.
Come nelle precedenti edizioni, i concerti non saranno pensati separatamente dai luoghi che li accolgono. Dalla Tomba dei Giganti di Coddu Vecchju alla Basilica e all’Eremo di Santu Tranu a Luogosanto, da Punta Tegge a La Maddalena alla Roccia dell’Orso, da Palau Vecchio a Punta Palau/Porto Faro, fino a Cala Corsara sull’Isola di Spargi, il festival continuerà a costruire una mappa di ascolto che tiene insieme patrimonio archeologico, paesaggio costiero e dell’entroterra, spazi urbani e luoghi della memoria collettiva.
Un ruolo centrale avrà anche Isole che Parlano di fotografia, che per il trentennale proporrà un progetto speciale dedicato alla memoria visiva del festival. La mostra raccoglierà immagini tratte dalle esposizioni realizzate nei primi ventinove anni, attraversando il lavoro di autori e autrici che hanno segnato la storia della sezione fotografica: tra questi Cristina García Rodero, Mario Dondero, Letizia Battaglia, Samar Abu Elouf, Paola Agosti, Franco Zecchin, Romano Cagnoni, Francesco Cito, Monika Bulaj, Fausto Giaccone, Ivo Saglietti, Sandro Becchetti, Tatiano Maiore, Alfredo Bini, Antonio Mannu, Nanni Angeli e molti altri.
Il progetto sarà un modo per restituire il posto che la fotografia ha avuto dentro Isole che Parlano, dalla prima edizione: uno spazio di osservazione del presente, delle sue fratture e delle sue trasformazioni, affidato a sguardi di grandissimi autori capaci di raccontare il mondo con responsabilità, profondità e attenzione alle storie individuali e collettive.
Da lunedì 7 a mercoledì 9 settembre tornerà anche Isole che Parlano ai bambini, il piccolo grande festival nel festival che compie quest’anno 22 anni, ideato e diretto da Alessandra Angeli. Laboratori, spettacoli e momenti di restituzione accompagneranno bambini, bambine, ragazze e ragazzi in percorsi dedicati ai linguaggi dell’arte e alla creatività. Approfondendo quest’anno i linguaggi artistici che hanno caratterizzato le prime edizioni del Festival Musica, Teatro e Fotografia: con percorsi teatrali, fotografia, cianotipia e propedeutica musicale, la costruzione di strumenti musicali, che diventeranno strumenti di scoperta e condivisione, in continuità con la ‘storia’ di una sezione che rappresenta fin dalla sua nascita uno degli elementi più riconoscibili del festival e ritenuto fondamentale dagli organizzatori per mantenere la forte relazione con il territorio.
Accanto alla musica, alla fotografia e ai laboratori, Isole che Parlano di sapori continuerà ad accompagnare il programma con momenti dedicati alle produzioni del territorio, dai vini ai mieli, in collaborazione con produttori, cantine e realtà locali. Anche in questo caso, il rapporto con il territorio passa attraverso pratiche e saperi che appartengono alla vita dei luoghi e contribuiscono a raccontarne la complessità.
Con la sua XXX edizione, Isole che Parlano rinnova così un percorso iniziato trent’anni fa e cresciuto nel tempo senza perdere la propria natura: un festival internazionale e insieme profondamente radicato, capace di accogliere artisti provenienti da tutto il mondo e di mettere in relazione linguaggi contemporanei, tradizioni, comunità e paesaggio.