sabato, 15 Maggio 2021

A Cagliari si fa il punto sulle concessioni balneari. Costa: imprese salvaguardate

Concessioni balneari che tengono con il fiato sospeso tanti imprenditori che lavorano davanti al mare. Con la mazzata del no alla proroga al 2020 arrivato dall’Europa, resta la speranza di un allungamento trentennale della concessione e le valutazioni sul periodo transitorio in attesa che il disegno di legge arrivi al traguardo.

Di questo si è discusso durante un incontro organizzato dalla Confcommercio Sardegna alla presenza del ministro degli Affari regionali, Enrico Costa. Il rappresentante del Governo Gentiloni ha mostrato scetticismo sulla proroga di trent’anni. E ha fatto un ottimistico punto sul disegno di legge delega.
“Va nella direzione degli spazi consentiti dalla Corte di giustizia Europea – ha detto Costa – Nelle linee guida non si mette una linea sopra la storia, la passione e le tradizioni di tante pmi che hanno tenuto alto il turismo nel nostro paese”.
Parole che rassicurano i balneari costretti a seguire non solo le loro attività, ma anche l’evolversi delle notizie e delle regole sul futuro delle loro aziende. Un problema particolarmente sentito in Sardegna: il settore conta circa 900 concessioni balneari tra hotel e altre aziende che danno lavoro a 1.500 operatori fissi e 4.500 stagionali, garantendo un fatturato medio annuo di 150 mila euro.
“Il ddl del Governo è un punto di partenza del percorso di riforma – ha sottolineato Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio Sardegna e del Sib Sardegna – Infatti ora c’é un problema di tempi: Dio non voglia che la legislatura finisca prima di essere arrivati a compimento del processo di revisione del ddl e dell’intero percorso di riforma. È qui allora che deve scattare, e in tutta Italia sta scattando, il piano B. Il mondo politico, ad ogni suo livello si mobiliti. È qui che la palla passa alle responsabilità dei nostri amministratori e dei nostri legislatori regionali”.

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