mercoledì, 28 Ottobre 2020

Boom di pax per trasporto aereo sardo

In calo invece gli arrivi via mare con 1,3 mln di viaggi in meno rispetto a 2010

L'assessorato regionale del Turismo ha reso noti i dati dei flussi turistici nell’Isola nel 2011. Gli arrivi in Sardegna sono stati 343 mila in meno rispetto al 2010, con una flessione del 5,6%. Un dato in frenata rispetto alle previsioni, che si è giovato di una crescita da record (+8,7%) sui 3 scali isolani. I numeri positivi riguardano il traffico aereo che, tra partenze e arrivi negli aeroporti di Cagliari Elmas, Alghero Fertilia e Olbia Costa Smeralda ha superato la soglia dei 7 milioni di passeggeri, risultato dato dalla somma di 5.134.510 spostamenti nazionali e 1.884.181 viaggi internazionali. Nel 2010 arrivi e partenze erano state 6.477.691, perciò il saldo ampiamente positivo è di 610.241 viaggi in più. Analizzando i 3 scali singolarmente si evince che ad Alghero c’è stato un incremento del 9,1%, a Cagliari del 7,4%, e ad Olbia un +14%. Ancora più vistosa la crescita dei voli se si fa un’analisi degli ultimi 11 anni di traffico sui cieli sardi. La crescita è stata costante, dai si è passati dai 4 milioni di viaggi del 2000 agli oltre 7 milioni del 2011, con un incremento di circa l’80%.
Ma i dati favorevoli del traffico aereo sono contrastai da quelli negativi dei viaggi in nave. Il traffico totale nei 4 maggiori porti sardi (Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres e Cagliari), è stato di 4.486.650 rispetto ai 5.785.298 del 2011, si è ridotto di circa 1 milione e 300 mila viaggi, che corrispondono a 648 mila arrivi in meno. Nel dettaglio il porto di Olbia è quello che ha sofferto di più (- 565 mila arrivi);meno drastico il calo di Porto Torres (-63 mila) e Golfo Aranci (-25 mila), grazie soprattutto al rimedio in corsa imposto al caro traghetti dall’attivazione della flotta sarda; Cagliari, invece, è in pari con gli arrivi 2010 (+5 mila).
“I numeri dei passeggeri in arrivo negli scali aeroportuali – spiega Luigi Crisponi, assessore del Turismo – sono un dato utile a capire l’effettivo movimento in entrata nell’Isola. La crescita esponenziale di tutti gli scali sardi, con la punta di Olbia, dove le conseguenze del caro traghetti si sono fatte sentire di più, è significativa del fatto che i nostri visitatori non hanno rinunciato alla vacanza in Sardegna, ma hanno trovato nuove vie d’accesso e hanno adeguato il tipo di vacanza al mercato, una vacanza con più ‘break’ durante l’anno e ‘last minute’, sfruttando le occasioni più vantaggiose. Nonostante una stagione ‘a ostacoli’, la Sardegna rimane una delle mete più ricercate dai turisti di tutto il mondo”.

News Correlate