mercoledì, 24 Febbraio 2021

In Sardegna si fa il punto sugli scenari economici nel dopo covid

‘Scenario e prospettive di ripresa della filiera turistica in Sardegna’. È questo il titolo dell’analisi presentata da Intesa Sanpaolo e Srm, Centro Studi collegato al Gruppo bancario, nel corso di un webinar che ha coinvolto i principali operatori regionali del settore. Dopo l’intervento introduttivo di Pierluigi Monceri, direttore Regionale Lazio, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo, il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Massimo Deandreis, DG di Srm.
Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica in Sardegna, nello scorso anno con un -63%. In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-36%) rispetto a quelle straniere (circa -88%).
Si stima che la crisi abbia tagliato oltre il 60% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 63,5% del fatturato delle imprese del settore ‘core’ della filiera turistica, con un impatto negativo sul Pil regionale di -1,92% (Italia -1,48%).
Dai tre scenari elaborati da Srm emerge una crescita della domanda turistica nell’isola con valori tra 6,7, 8,7 e 10,9 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 44%, il 57% e il 72% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.
In termini di valore aggiunto, si stima che in Sardegna la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra 68,9 milioni, 192,8 milioni e 335 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate.
Il recupero della ricchezza nella regione si presenta più contenuto rispetto al dato nazionale sia per la più debole ripresa della domanda straniera, sia per un minore effetto moltiplicativo di ricchezza del turismo locale. Per riconquistare il turismo internazionale sarà necessario puntare su politiche di marketing forti e  coordinate, orientate sia agli aspetti digitali che a quelli sostenibili, su una riqualificazione dell’offerta di prodotti e servizi, per valorizzare al massimo la fascia medio-alta della domanda nazionale e straniera.

 

 

 

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