lunedì, 8 Marzo 2021

Scalo Comiso al palo: il sedime è del demanio

L’aeroporto nasce in cambio dell’ospitalità che il comune diede a 6mila profughi kosovari

L'aeroporto di Comiso resta al palo. Il proprietario del sedime aeroportuale è il demanio militare che non ha mai ceduto il terreno nonostante negli ultimi anni la Regione abbia investito 50 milioni per i lavori di adeguamento da scalo militare a civile e la Sac, socia di maggioranza della Soaco, la società che gestisce lo scalo di Comiso, ne abbia spesi $ altri 17 milioni. "Quattro anni fa – dice Vito Riggio, presidente dell'Enac – prima di iniziare i lavori ricordai che prima di tutto andava regolarizzato l'aspetto legato alla proprietà del terreno e solo l'Avvocatura dello Stato diede un parere contrario al mio giudizio. E ora l'aeroporto ragusano attraversa una situazione di stallo dopo che i lavori sono stati consegnati lo scorso 15 aprile".
Una situazione che mal sopporta il deputato del Pd Pippo Digiacomo, all'epoca dell'inizio dei lavori, sindaco di Comiso, che oggi annuncia di aver ricevuto, "tramite la prefettura, un'attestazione d'impegno da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per risolvere lo scandaloso caso dell'aeroporto di Comiso, trasformato da fiore all'occhiello della buona politica a vergogna nazionale".

"L'aeroporto di Comiso – spiega Digiacomo che  lunedì si incatenerà davanti l'aeroporto per protestare contro la mancata apertura dello scalo – nasce da un patto d'onore tra il nostro territorio, che ospitò nel 1999 oltre 6.000 profughi kosovari, e il governo D'Alema che promise di sostenere la realizzazione della grande infrastruttura: e così è stato. Adesso però lo Stato, o parti di esso, stanno tradendo l'impegno preso non si capisce bene per quali motivi".

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