Affitti brevi, quali obblighi restano dopo la sentenza del Tar
08 Maggio 2026, 12:16
“La sentenza del Tar Sicilia manda un messaggio molto chiaro: non si possono imporre regole pensate per gli hotel a chi gestisce appartamenti o B&B”. Lo afferma Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia, commentando la decisione con cui il Tar ha annullato dodici obblighi previsti per le locazioni turistiche dalla normativa regionale.
In concreto, i giudici hanno bocciato una serie di richieste ritenute eccessive: standard da albergo applicati agli appartamenti, vincoli strutturali non necessari e ulteriori adempimenti burocratici che aumentavano i costi senza migliorare davvero la qualità del servizio.
“Negli ultimi anni – spiega Fagnoni – abbiamo visto crescere regole sempre più rigide, spesso scollegate da esigenze reali. Questa sentenza ricorda invece che le norme devono avere un senso: devono essere proporzionate e sostenibili. Quando si esagera con i vincoli – prosegue il presidente di Property Managers Italia – si finisce per penalizzare chi lavora correttamente, piccoli proprietari, famiglie e operatori professionali, riducendo l’offerta senza portare benefici concreti alle città”.
Un tema che riguarda anche altre regioni come la Toscana e il Veneto. “Ci auguriamo che venga seguito lo stesso principio – aggiunge Fagnoni -. Oggi esistono situazioni difficili da spiegare: una casa può essere affittata per anni con un contratto residenziale, ma non per pochi giorni a un turista. Serve più coerenza. “Regolare il settore è giusto, ma bisogna distinguere tra qualità dei servizi e burocrazia inutile. Non si può trasformare l’extralberghiero in alberghiero per legge. La regolazione serve – conclude Fagnoni – ma deve essere equilibrata. Altrimenti si riduce l’offerta senza migliorare davvero il sistema”.
Dopo la sentenza del Tar Sicilia restano comunque degli obblighi per gli operatori dell’ospitalità: il CIN, Codice Identificativo Nazionale, che va esposto all’esterno dello stabile e indicato in ogni annuncio online e offline; la comunicazione giornaliera dei flussi turistici tramite il sistema regionale Turist@t e alla Questura; e i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa nazionale: rilevatori di gas combustibili e monossido di carbonio, e almeno un estintore ogni duecento metri quadrati per piano. E per chi opera in forma imprenditoriale, resta la SCIA al SUAP comunale. Infine, l’immobile deve essere in regola sul piano urbanistico, edilizio e dell’agibilità.