A Palermo dipinto di Van Dyck conteso da chiesa e Regione
15 Gennaio 2026, 10:05
La Madonna del Rosario di Antoon Van Dyck deve restare nella sua casa. Lo chiede a gran voce un folto gruppo di cittadini ed esperti, che hanno deciso di unire le loro forze per sostenere la causa.
Il dipinto, di proprietà del Fondo edifici di culto, è tornato nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria di Palermo, dopo cento anni di assenza, lo scorso 23 dicembre, in occasione della riapertura dell’edificio di culto dopo la messa in sicurezza e il restauro che ha visto il recupero del pavimento in marmi mischi e del coro ligneo.
Qui il dipinto fu custodito dalle suore di clausura dell’omonimo convento fino al 28 novembre del 1922, quando “provvisoriamente” fu trasferito a palazzo Abatellis in deposito temporaneo. Ora, però, l’assessorato regionale ai Beni culturali, con una nota del dirigente generale Mario La Rocca, chiede indietro il dipinto che può essere collocato nella sua sede originaria di Santa Caterina soltanto in due periodi: dal 24 dicembre al 26 gennaio e nel mese mariano.
“Il complesso di Santa Caterina fa parte di un unicum inscindibile – spiega Marilena Volpes, ex direttore generale dell’assessorato ai Beni culturali – ogni elemento che è al suo interno ha un significato che, decontestualizzato, perde. Le suore commissionarono il quadro proprio per la chiesa, con un preciso obiettivo: ogni mattina andavano pregavano davanti a quel quadro”.
Il 31 maggio 2024 il Cda del Fec ha perentoriamente deliberato il rientro del dipinto nella chiesa, delibera di cui è a conoscenza anche l’assessorato regionale ai Beni culturali. “L’opera è di proprietà della chiesa – spiega monsignor Giuseppe Bucaro, rettore del complesso di Santa Caterina d’Alessandria – e deve ritornare alla sua sede originaria”.