lunedì, 25 Ottobre 2021

Coopculture cresce… con lo zampino della Sicilia

Una crescita complessiva del valore economico generato del 28% rispetto al 2016 (passato da 50 a oltre 64 milioni), con una maggiore diversificazione e un allargamento territoriale in cui la parte del leone l’ha fatta la Sicilia. È uno dei dati che meglio rappresenta i risultati ottenuti nel 2017 da CoopCulture, la più grande cooperativa nel settore della cultura. I numeri sono contenuti nel Rapporto di Sostenibilità relativo all’anno scorso presentato al museo archeologico Salinas a Palermo dalla presidentessa Giovanna Barni.

Non è casuale la scelta del titolo della giornata: “#CoopforCulture”, a indicare l’impegno che la cooperativa vuole dedicare al settore della cultura. E non è casuale neanche la scelta di Palermo: in questo 2018 la città sta dando straordinari segnali di vitalità in occasione della capitale italiana della cultura e, insieme a tutta la Sicilia, è percorsa da elementi di innovazione e di valorizzazione del patrimonio culturale come grande elemento di dialogo interculturale, di coesione sociale e strumento di una crescita sostenibile.

Dal rapporto emergono numeri eccezionali per incassi, per occupati, per qualificazione dei dipendenti, per investimenti. Nel 2017 Sono stati 600mila gli euro investiti in innovazione e sviluppo (1,6 milioni in 3 anni) mentre i visitatori sono stati 13,5 milioni e 220mila le chiamate al contact center.

Per quanto riguarda la Sicilia, CoopCulture conta 80 nuovi occupati il cui 90% è laureato, l’80% ha meno di trent’anni e il 70% è donna. Ultimo accenno all’impegno di CoopCulture al Parco archeologico della Valle dei Templi ad Agrigento: nel 2017 ha accolto 860 mila visitatori, a +31% rispetto al 2016.

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