martedì, 28 gennaio 2020

Le Vie dei Tesori restaura tre gioielli: ecco quali

Al termine della tredicesima edizione de Le Vie dei Tesori, tre gioielli torneranno a risplendere grazie al supporto di Lottomatica Holding, e con il coinvolgimento di giovani restauratori dell’Università di Palermo. Il contest on line lanciato sul portale del Festival, che ha totalizzato oltre diecimila voti, ha premiato tre beni: un olio prezioso della Cappella della Mortificazione di Trapani, il Campanile del Carmine di Marsala, le Sfingi dell’Orto Botanico di Palermo.

L’olio della Cappella della Mortificazione è un dipinto realizzato tra il XVI e il XVII secolo da autore ignoto, che raffigura “La Pietà con le sante Lucia e Agata”: ha urgente bisogno del recupero che permetterà di rileggere le figure. È stato il tesoro in assoluto più votato dal popolo social del festival chiamato a scegliere il bene da restaurare. E la tela è stata scelta dal 41,50% dei votanti, distaccando di pochissimo la cupola del campanile del Carmine di Marsala – uno dei siti più curiosi e intriganti aperti durante il festival, per sole due persone alla volta –  che lo ha tallonato per tutto il contest e ha chiuso con il 40,9% dei voti. Terze – con l’8,9% dei votanti – le maestose Sfingi settecentesche in pietra di Billiemi dell’Orto Botanico di Palermo.

Adesso per i tre beni si prepara il cantiere di restauro, in collaborazione con l’Università di Palermo e il coinvolgimento di studenti formati e in formazione, per una scelta precisa del Festival che punta a dare opportunità ai giovani.

La votazione on line ha fatto seguito alla grande partecipazione collettiva delle città al Festival, che quest’anno ha registrato oltre 400 mila ingressi: Trapani è già alla sua seconda edizione e quest’anno ha visto una crescita importante raggiungendo i 16.506 visitatori, mille in più dello scorso anno. E Marsala non è stata da meno: prima tra le “debuttanti” con 8322 presenze.

www.leviedeitesori.com

 

(foto Igor Petyx)

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