mercoledì, 27 Gennaio 2021

Turismo e lavoro per celebrare a Palermo la Giornata Mondiale del Turismo

Anche quest’anno, in occasione della Giornata mondiale del Turismo, Travelnostop.com, insieme a Skal International Club e Fijet Italia, ha organizzato un Open Forum intitolato “Il Turismo e il Lavoro: un futuro migliore per tutti”, lo stesso tema scelto per le celebrazioni a livello mondiale. Alla giornata ha partecipato, anche una folta rappresentanza di studenti del Liceo Linguistico Ninni Cassarà.
“La Giornata mondiale del turismo si celebra dal 1980 – ha detto il giornalista Vincenzo Morgante che ha moderato il dibattito – e quest’anno l’Unwto ha scelto un tema che riguarda in modo particolare i giovani. Turismo e lavoro sono particolarmente connessi tra loro perché il turismo è il settore che occupa il 10% dei posti di lavoro nel mondo, e ha un fatturato di 100miliardi in Italia e 9 mila miliardi nel mondo”.
I lavori sono stati introdotti da Sandro Pappalardo, componente del cda Enit ed ex assessore regionale al Turismo: “se guardiamo i dati su arrivi e presenze sicuramente possiamo dire che la Sicilia meriterebbe di più, considerato che dispone di un’offerta turistica a 360% ma si tratta comunque di risultati importanti considerando che c’è una grossissima fetta di turisti che “scompare”. Secondo gli studi fatti il turismo siciliano gode di ottima salute, ma bisogna fare di più. Ad esempio, la Valle dei Templi fa il 45% di quello che potrebbe fare, nonostante negli ultimi anni abbia registrato un notevole incremento. Sicuramente il turismo è uno dei circuiti che offre più lavoro e rappresenta la seconda voce del pil in Italia. Uno studio americano ha rivelato che a ogni 10 turisti corrisponde un posto di lavoro, da noi forse ogni 20, se si considera la complessità della filiera turistica che è particolarmente vasta se si includono alberghi, taxi, monumenti, ristoranti, guide, bus etc… Il governo regionale ha cercato da dare una svolta al turismo perché la Sicilia faceva registrare risultati poco soddisfacenti. Invece, se cresce l’incoming invogliamo gli imprenditori a investire sul turismo, e quindi questi creeranno nuovi posti di lavoro”. Infine Pappalardo ha rivolto un invito ai giovani presenti in sala: “i nostri giovani devono andare fuori e fare il paragone tra quello che abbiamo e quello che vedono all’estero, ma dopo aver immagazzinato esperienze devono tornare in Sicilia e mettere a disposizione della loro terra le competenze e la professionalità acquisita”.
Quindi è intervenuta Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia: “se non si fa inversione di marcia parleremo solo di stereotipi e la Regione deve fare scelte politiche. Come l’ultimo stanziamento da un milione di euro per gli eventi che servono a destagionalizzare. Ma si tratta di eventi spot, che si rivolgono a un turismo mordi e fuggi. Al contrario, il Cous Cous Fest è un esempio positivo. E già parlare di destagionalizzazione ci fa essere arretrati, dobbiamo parlare di turismo delle stagioni, non allungare il periodo ma completarlo e rivolgerci a turismo misto, includendo anche quello ricco, religioso, sociale. Oggi non siamo attrezzati per offrire servizi adeguati. Occorre forte sinergia con le parti e con le scuole. Noi come sindacati abbiamo messo su il ‘sindacamper’, per spiegare ai giovani le vere opportunità del lavoro.
“In Sicilia c’è molto da fare – ha aggiunto Monja Caiolo, segretario generale Filcams Cgil Palermo e Sicilia – e non possiamo certo parlare di lavoro sostenibile. E nella nostra terra il lavoro nero, o grigio, e la precarietà spesso si traducono in servizi di bassa qualità. Negli ultimi tempi abbiamo cercato di accendere i riflettori sul dietro le quinte, seguendo la formula ‘ backstage, il lavoro che non vedi vale’. A questa categoria appartengono il cuoco, gli addetti alla pulizia delle camere, tutti lavoratori fondamentali ma che il turista non vede”.
“Arrivare a 11 mesi su 12 di turismo – ha sottolineato Giovanni Casa, componente Segreteria Regionale Uiltucs – potrebbe essere uno degli obiettivi a cui tendere. Invece la maggior parte dei nostri siti turistici va bene se i lavoratori sono impegnati per 7 mesi e per gli altri 5 mesi si fa uso di ammortizzatori sociali che però oggi offrono meno copertura che in passato. Dovremmo fare sforzo per qualificare lavoro nel turismo: qualità nel lavoro e lavoro di qualità è l’altro obiettivo a cui tendere. E per far questo dobbiamo investire sulla formazione delle nuove figure professionali e sull’aggiornamento e riqualificazione di chi già opera nel turismo. Perché il turismo resta ancora una grande opportunità.
“Il dato da sottolineare – ha affermato Pancrazio Di Leo, vicepresidente dell’Ebrts (Ente Bilaterale Regionale del Turismo Siciliano) – è che pur aumentando il turismo l'occupazione non aumenta di pari passo. Negli anni ‘80 con l'alta professionalità che c'era, la gente veniva in Sicilia e poi tornava e l’anno dopo veniva un turista in più. Oggi, se non diamo prospettive, i nostri giovani vanno via”.

Dopo i buoni risultati ottenuti con il turismo azzurro per diversificare attività legate al mare puntando sulle attività esperienziali – ha sottolineato Dario Cartabellotta, direttore generale Assessorato all’Agricoltura – ci focalizziamo sull’agriturismo, che non è più solo far mangiare e dormire i clienti ma oggi offre degustazioni e attività per far conoscere i nostri prodotti tipici e soprattutto serve per riqualificare le nostre aree interne”.
“L'imprenditore – ha auspicato Marco Mineo di Assohotel – deve avere una meta e deve darla ai suoi lavoratori. E la meta non è solo fare soldi, ma far crescere impresa e l'intero settore in cui opera. Il lavoratore per non perdere il posto di lavoro è spesso costretto a fare lavori in nero o sottopagati, ma ciò non fa bene al turismo siciliano. Ci vogliono sinergie tra politica, sindacati e associazioni”.
“Nel 2009 -2011 il problema – ha ricordato Nicola Farruggio, vice presidente Uras Federalberghi Sicilia – era non fare chiudere alberghi, ora dobbiamo dare un messaggio positivo ai giovani e cominciare a mettere le basi per una visione a lungo termine. Non abbiamo bisogno di lavoratori ma di professinisti del turismo perché la nostra è un'industria di professionisti. Dobbiamo aspirare a un turismo di una certa fascia, ci vuole una lavoro fatto a più mani coinvolgendo anche i lavoratori”.
Per Giuseppe Ciminnisi, presidente di Fiavet Sicilia, sarebbe più opportuno diversificare i percorsi didattici nelle scuole.
“Palermo – ha Giovanna Marano, assessore alla Scuola del Comune di Palermo – ha avuto un vero boom turistico, a partire dalla fine del 2015. Una crescita turistica dovuta a vari fattori tra cui anche riconoscimento Unesco. Adesso dobbiamo tradurre questa crescita boom in sviluppo sostenibile: la sfida che ci aspetta è che tutti quelli che lavorano devono avere dignità e riconoscimento della loro professionalità ma dobbiamo anche far incrociare i percorsi formativi con l’innovazione”.
“Come Sovrintendenza del Mare – ha detto Alfonso Lo Cascio – abbiamo creato itinerari subacquei, abbiamo aumentato patrimonio della Sicilia e abbiamo recuperato i rostri che, dopo una mostra itinerante, avranno
il loro museo dedicato a Favignana. I musei siciliani fanno 5 milioni di visitatori mentre da solo il Colosseo ne fa 7 milioni. Per non parlare del Museo di Messina, che ha due quadri di Caravaggio e le opere di Antonello e fa 15mila visitatori all’anno, quanti ne fanno gli Uffizi in tre giorni. E come dimenticare il caso della Venere che in Usa faceva 5 mln di turisti e ad Aidone ne fa 5 mila all’anno. La verità è che abbiamo scarsa conoscenza di quello che possediamo e scarsa consapevolezza dell’importanza dei nostri beni culturali”.
Infine, Marcello Giacona in rappresentanza dell’assessore al turismo della Regione, Manlio Messina, ha annunciato l’intenzione dell’assessore di convocare un tavolo permanente con gli operatori.

A margine del’Open Forum è stata una speciale cartolina commemorativa realizzata da Antonello Blandi e riproposta, come l’anno scorso, la cerimonia dell’annullo postale.

News Correlate