mercoledì, 21 Aprile 2021

Dal Cipe 99 milioni per infrastrutture Sud: c’è anche Palermo ma Musumeci polemizza

Il Cipe ha stanziato 99 milioni di euro a favore delle Infrastrutture del Sud. “Sono molto soddisfatta – ha detto il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli – per l’approvazione, da parte del CIPE, nell’ambito del piano operativo Infrastrutture, degli interventi per la messa in sicurezza del Porto di Palermo, con un investimento di 39 milioni, del Porto di Castellammare di Stabia, 35 milioni, e dei lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria, 25 milioni. Si tratta di un’importante risultato utile a far ripartire gli investimenti nel sud del Paese, su cui abbiamo lavorato intensamente negli ultimi mesi”.

Dopo la riunione al Cipe, a cui ha partecipato stamattina, il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, si è levato qualche sassolino: “Sulla superstrada Ragusa Catania, attesa da 32 anni, il ministro Danilo Toninelli prende tempo e non riesce a dare alcuna risposta. Viene in Sicilia solo per fare bassa cucina politica, continua a provocare e a insultare il governo regionale, non s’è ancora rassegnato alla sconfitta in Regione. Nessuno gli ha spiegato che la competenza sulle strade ce l’ha lui. Strade che sono in uno stato di assoluto abbandono”. Quindi Musumeci ha parlato anche della Catania-Ragusa: “Conte mi ha dato la sua parola che al prossimo Cipe porterà all’ordine del giorno il tema della superstrada Catania-Ragusa: dovremo stabilire assieme le risorse per procedere. Siamo stanchi ma confidiamo nell’impegno assunto dal premier. Tria ha concordato con me sul fatto che le risorse ci sono”. Infine, un accenno anche al viadotto Imera. “Nel mese entrante, secondo gli accordi, – ha concluso – ci dovrebbe essere l’inaugurazione del viadotto Imera, quello crollato nell’aprile 2015. Ma non c’è alcuna previsione, segno che quell’opera rimane ancora lettera morta. Non si capisce perché nel caso del Ponte di Genova si agisca nell’arco di pochi mesi, mentre in Sicilia possono passare anche 5 anni… Non capiamo il perché”.

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