venerdì, 3 Dicembre 2021

Fondi Pnrr: fare bene e fare presto, l’appello per il settore turistico

I messaggi sono due: “Fare bene e fare presto”. È questo il trend emerso dall’ultimo talk “Vieni a prendere un caffè da noi”, online sulla pagina Facebook di Travelnostop.com, dove si è parlato dei 2,4 miliardi di euro per il settore del turismo che sono previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Interventi che hanno il duplice obiettivo di innalzare la capacità organizzativa delle imprese e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione. All’appuntamento, condotto da Toti Piscopo, hanno partecipato gli esperti di SMP Consulting srl: Daniela Cascio, Angelo Cuva e Stefano Massari. I tre hanno dato un quadro generale della situazione presente e futura.

Nel suo intervento l’avvocato Daniela Cascio ha chiarito che “soggetti beneficiari di questi interventi, tra gli altri, sono: le imprese alberghiere, le strutture dell’agriturismo, le strutture che svolgono attività all’aria aperta, le strutture dell’comparto turistico ricreativo, le spiagge, i parchi tematici, le fiere e i complessi termali. A questi destinatari va un credito di imposta e un fondo perduto, in una percentuale espressamente prevista dalle norme, aumentata in caso di imprenditoria femminile o in aziende con una quota societaria composta al 60% da giovani”.

E ha aggiunto che “le macroaree principali di intervento sono legate all’innovazione tecnologica e all’efficientamento energetico. Le modalità applicative ancora non sono perfettamente chiare e saranno studiate quando le norme saranno pubblicate. Sono stati istituiti anche dei fondi che prevedono contributi diretti alla spesa sostenuta dell’impresa turistica. Altri fondi sono destinati al turismo sostenibile e alla promozione sui mercati esteri, ristrutturazione e qualificazione di fiere e congressi. L’offerta è quindi ampia e le opportunità esistono”.

A dare manforte alla discussione si è aggiunto il professore Angelo Cuva, secondo cui “il tema legato a questi finanziamenti è di grande importanza, per il momento che viviamo a causa della pandemia, con gli effetti economici che scontiamo e sconteremo a lungo. È opportuno ora, in prospettiva di ripartenza, dare rilievo al fatto che l’Unione Europea, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza dedichi una attenzione al settore turistico. Circa due miliardi e mezzo di euro, con risorse destinate alla riqualificazione delle strutture e al miglioramento dei servizi tristici, al fine di realizzare una offerta turistica che si caratterizzi sotto il profilo dell’innovazione, della digitalizzazione, dei servizi e dell’ecosostenibilità ambientale”.

Parlando dello stato del settore ricettivo in Sicilia, Cuva ha denunciato che “la situazione non è buona, perché si parte con delle difficoltà pregresse e prepandemia. Queta situazione, che si sposa con una tassazione troppo elevata e spesso ingiusta, ha determinato uno stato di grave sofferenza nelle imprese con molte aziende che si sono ritrovate penalizzate e non sono state nelle condizioni di riaprire. Le risorse del Piano nazionale di resistenza e resilienza possono rappresentare uno strumento di rivitalizzazione di corpi quasi morti”.

Una visione positiva l’ha data Stefano Massari della SMP consulting, che ha definito il Piano nazionale di resistenza e resilienza come “una grande opportunità. È il primo piano di politica industriale articolato e organico degli ultimi 30 anni. Ci sono una quantità ragguardevole di fondi e l’obiettivo di trainare il paese da una economia inquinante a una green. La piattaforma informatica per la richiesta dei fondi funziona perfettamente. Paradossalmente ci sono molti più fondi che richieste. Pensiamo che ci saranno 6000 domande a fronte di una possibilità per 13 mila. Un miliardo e 200 milioni di euro serviranno a internazionalizzare e digitalizzare le imprese. C’è un rapporto civile tra l’impresa e l’ente pubblico. È opportuno che le aziende alberghiere per sfruttare queste risorse conoscano i soggetti beneficiari per tenersi pronti al momento della pubblicazione dei bandi”. E ancora: “C’è da sviluppare un’etica e una cultura di impresa. Se uno non sa cogliere queste opportunità non frega lo Stato, ma lui stesso. I soldi presi devono essere investiti con coscienza. Bisogna uscire da un approccio passato e guardare a una proposta multimediale di contenuti. L’importante è capire le norme e cercare di dare dei contenuti a quello che queste richiedono, per evitare che ci siano i soldi e non ci siano le idee. Serve la serietà di chi vuole fare un progetto e la caparbietà di investire. Chi non lo fa vivrà il fallimento come logica conseguenza”.

http://www.smpconsulting.com

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