sabato, 25 Settembre 2021

8 comuni del sud-est finiscono in zona arancione: operatori turistici confusi

Il sud est siciliano è quasi tutto in zona arancione. Lo ha stabilito l’ultima ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ha prorogata fino a giovedì 9 settembre la “zona arancione” a Barrafranca, nell’ennnese, e a Niscemi, in provincia di Caltanissetta e l’ha introdotta  da sabato 4 a martedì 14 settembre (compreso), in altri nove comuni siciliani, di cui otto nel siracusano. Si tratta di Augusta, Avola, Pachino, Noto, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Ferla, Francofonte, in provincia di Siracusa, e Catenanuova in provincia di Enna.

Un passaggio di colore che desta qualche preoccupazione tra gli operatori, indecisi su come comportarsi anche con i clienti che hanno già prenotato pacchetti e tour in comuni diventati ‘arancioni’. Ad esempio le visite guidate in programma o i gruppi che sono già in giro per la Sicilia possono continuare a fare escursioni nei comuni arancioni?

Ma cosa cambia nei comuni che da gialli diventano arancioni? Intanto, gli spostamenti sono limitati al territorio del Comune, a meno che non si abbia il green pass o un motivo di salute, lavoro e necessità. Attività motorie, sportive e visite ad amici e parenti si possono fare senza uscire dal Comune e non è consentito consumare al tavolo di bar e ristoranti, nemmeno all’esterno. In zona arancione, inoltre, non possono riaprire musei, mostre, cinema, teatri, palestre e piscine all’aperto. Per quanto riguarda matrimoni ed eventi, possibile solo la celebrazione del matrimonio civile o religioso. Sono vietate le feste post matrimonio, anche se in possesso del green pass.

C’è anche la reintroduzione del coprifuoco dalle 22 alle 5. I negozi sono tutti aperti, come anche quelli che forniscono servizi alla persona, ovvero barbieri, parrucchieri ed estetisti. I centro commerciali sono chiusi nel weekend, bar e ristoranti sono chiusi ma i ristoranti possono fare asporto fino alle ore 22 e i bar possono fare asporto fino alle 18.

Regole comunque fluide che potrebbero anche cambiate o essere allentate. Ad esempio, in base all’ultima ordinanza di Musumeci, a Niscemi e Barrafranca continuerà a essere consentita l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, pur mantenendo il limite massimo di quattro persone al tavolo (limite che non vale per i conviventi) e l’obbligo di green pass per i locali al chiuso.

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