Stop a obblighi su tv, materassi, defibrillatori: il Tar annulla tutto


Stop a obblighi come materassi ignifughi, defibrillatori per B&B e affittacamere, vincoli rigidi sui posti letto, requisiti linguistici per il personale, televisori da 32 pollici, documentazioni condominiali invasive e servizi comuni separati per sesso e disabili negli spazi condivisi.

Il TAR Sicilia, con sentenza del 4 maggio, ha accolto il ricorso della Federazione FARE, annullando dodici disposizioni del decreto assessoriale n. 2104/2025 che imponevano nuovi e gravosi obblighi alle strutture extralberghiere dell’Isola.

Il Tribunale ha riconosciuto che le norme impugnate introducevano oneri economicamente sproporzionati e non necessari, di fatto imponendo standard alberghieri incompatibili con la natura familiare e di piccola dimensione dell’ospitalità diffusa.

Nello specifico, la sentenza della terza sezione del Tar – presidente Roberto Valenti, estensore Raffaella Russo – annulla 12 fra singoli commi del provvedimento e interi articoli: l’obbligo di dotare le strutture di materassi ignifughi; la prescrizione di avere il 50% del personale addetto alla reception e di sala in grado di comunicare in lingua inglese; l’imposizione di dotare le unità abitative di almeno un televisore della dimensione minima di 32 pollici; l’obbligo di presentare copia del regolamento condominiale e un’attestazione dell’amministratore relativa all’assenza di cause pendenti a carico del condominio; l’obbligo di dotare la struttura di un defibrillatore, previsto per affittacamere, bed and breakfast e case per ferie; il potere attribuito all’assessorato di scegliere il nome della struttura da una rosa di tre denominazioni fornite dal titolare; l’imposizione di limiti rigidi sui posti letto, come il divieto di avere più di quattro posti letto non sovrapponibili per camera nelle attività esercitate presso civili abitazioni; la complessa e gravosa imposizione di creare servizi igienico-sanitari distinti per sesso e per disabili negli spazi comuni.

Soddisfazione è stata espressa dalla Federazione Fare: “Questa sentenza rappresenta uno spartiacque. L’amministrazione non può imporre standard alberghieri a chi fa ricettività extralberghiera. Come ha sottolineato il TAR e come sosteniamo da anni, il turista che sceglie le nostre strutture cerca un’offerta differenziata ed è consapevole di non aspettarsi i servizi propri di un hotel. Abbiamo difeso il diritto dei piccoli proprietari e dei gestori di poter lavorare senza essere schiacciati da burocrazia e costi ingiustificati”.

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