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Vie dei Tesori, ricaduta turistica su Palermo di 700 mila euro

Sarà pronto entro febbraio 2015 il programma della nuova edizione 2015 del Festival “Le Vie dei Tesori” per potere essere veicolato nei tempi utili agli operatori del turismo. L’annuncio è stato dato nel corso della conferenza stampa di chiusura della manifestazione che durante i quattro weekend di ottobre ha registrato circa 100 mila partecipanti, 30 mila dei quali turisti ed escursionisti e una ricaduta di ricchezza sulla città in termini di impatto della spesa turistica che – calcola l’Osservatorio Otie – sfiora i 700 mila euro.

La top ten delle visite nei luoghi vede al primo posto Palazzo Alliata di Villafranca con 7.425 visitatori; poi le Carceri dell’Inquisizione con 5.200; le Catacombe dei Cappuccini con 4.250; la Cupola del Ss. Salvatore con 3.922 visitatori; il pilone di Porta Felice con 3.350; l’Oratorio della Carità di San Pietrocon 3.150; Palazzo Asmundo con 2.960; il Miqveh di Palazzo Marchesi con 2.800; il complesso dello Steri con il palazzo e la chiesa di Sant’Antonio Abate con 2.550, la Catacomba di Porta D’Ossuna con 2.300.

Ma sono notevolissimi i dati sulla Cupola della Cattedrale con 2.200 visitatori in soli due fine settimana, l’Orto Botanico con 1.750 in un solo weekend, Palazzo Realecon 1.650 in due weekend, i chiostri del Museo Salinas con 1.600 in due weekend, il Palcoscenico del Teatro Massimo con oltre 1.000 visitatori in soli due sabati di apertura.

Tutto esaurito alle 80 passeggiate urbane, con punte di 700 telefonate al giorno al call center della manifestazione per le prenotazioni, successo anche per i 22 laboratori per bambini e ragazzi e per i 10 tour fuoriporta, una sperimentazione condotta in collaborazione con la ditta di pullman Labisi che per la prima volta ha portato cittadini e turisti a conoscere tesori nascosti fuori città, da San Giuseppe Jato al Belice, da Racalmuto aCastelvetrano, fino alle Madonie, con Petralia Sottana e Gangi.

“Abbiamo dovuto fronteggiare un vero assalto di cittadini e turisti – ha sottolineato il presidente degli Amici dei Musei siciliani, Bernardo Tortorici –  che ha messo a dura prova l’organizzazione. Nella Sicilia che fatica a tenere aperti i suoi tesori nei giorni festivi, nella Sicilia dove il numero dei custodi di alcuni musei supera a volte quello dei visitatori annuali, credo sia un dato che debba far riflettere. Come deve fare riflettere il fatto che questa febbre abbia coinvolto tutti i luoghi della manifestazione: sia i 26 che sono ordinariamente aperti, i quali hanno moltiplicato in modo esponenziale il numero dei loro visitatori; sia i 34 che abbiamo aperto in via straordinaria, segno del grande patrimonio sommerso da valorizzare”.

Giovanni Ruggieri, docente di Economia del Turismo all’Università di Palermo, e presidente dell’Osservatorio turistico delle isole europee (OTIE) ha tracciato un bilancio dell’impatto turistico ed economico del Festival. “I turisti sono stati il 51% del campione. È emerso un elevato grado di soddisfazione pari all’82% e una notevolissima percentuale di first visitors, segno che la manifestazione, nonostante sia giunta all’ottava edizione, ha ancora un forte potere attrattivo e ottime potenzialità di crescita”. 

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