mercoledì, 12 Agosto 2020

Una compagnia aerea siciliana per far decollare l’Isola

(di Toti Piscopo) Come ogni anno, da vent’anni a questa parte, con le luci dell’albero di Natale, si accendono le polemiche sul caro voli, che si spengono regolarmente il giorno dopo l’Epifania, per poi riapparire per Pasqua o per ferragosto. Ovviamente nel resto dell’anno il buio più completo su uno degli aspetti vitali per lo sviluppo economico e turistico di un territorio, di una regione, di uno Stato: la mobilità delle persone e delle merci. Lo hanno compreso a Malta, lo hanno compreso in Tunisia, in Spagna e alle Baleari, spesso citata come esempio virtuoso di favolosi incrementi turistici, e l’elenco potrebbe continuare.

Disporre di una compagnia aerea non vuol dire solamente offrire mobilità ma anche svolgere un ruolo strategico nello scacchiere dei trasporti internazionali. Ruolo al quale già da tempo ha abdicato Alitalia, compagnia di bandiera ormai solo nell’immaginario collettivo, ma di fatto vettore di uno sparuto gruppo imprenditoriale formato a suo tempo dai “suoi sedici capitani coraggiosi”, protagonisti dell’Operazione Fenice voluto da Silvio Berlusconi che, smentendo il beneaugurante nome, diedero il colpo di grazia a un’azienda che veniva da decenni di scorrerie e saccheggi che oggi tutti noi continuiamo a pagare, particolarmente in Sicilia, terra priva di collegamenti alternativi validi.

Un problema antico e come tanti altri mai risolto, seppur i tentativi non siano mancati come abbiamo documentato in due servizi realizzati da Travelnostop.com e pubblicati il 17 gennaio e il 18 gennaioTentativi validi anche se naufragati, e non solo per colpa degli imprenditori ma di una classe politica che, là dove non è coinvolta in prima persona, assume atteggiamenti molto pilateschi, trincerandosi a volte dietro la trasparenza da carità pelosa. Eppure, proprio ieri abbiamo dato notizia di una nuova idea progettuale per la realizzazione di una compagnia aerea siciliana che sembra essere stata presentata al presidente Nello Musumeci.

Non conosciamo il suo pensiero, ma abbiamo letto questa idea progettuale che si caratterizza  per la forte connotazione manageriale e di ripartizione del rischio imprenditoriale. Un’idea, sempre affascinante, che sin dal suo nascere sta raccogliendo consensi e disponibilità presso le forze imprenditoriali private, come unanimi sono stati i consensi manifestati sulla pagina Facebook di Aerolinee Siciliane e analoghi quelli pervenuti direttamente alla nostra redazione.

Non sappiamo se il progetto messo a disposizione dei lettori sia valido o realmente fattibile, anche se ci piace pensare che, nonostante tutto, nulla sia impossibile se lo si vuole veramente, ma certo il clima di entusiasmo e di disponibilità non può essere ignorato specie se proviene da una base diffusa che pensa, incoraggia, stimola, reagisce, si confronta, scende sui social per commentare e non solo per criticare.

I precedenti certo non sono incoraggianti, ma oggi, differentemente da ieri, ci sono delle condizioni di mercato più favorevoli: il traffico aereo segna un trend in continuo aumento al pari delle esigenze di mobilità ed esperienze e know how più collaudato. Certo in Sicilia ci sono delle variabili sempre imprevedibili e non sempre codificate, sulle quali però si deve registrare una diffusa stanchezza e volontà di riscatto che possono fare la differenza.

“Ognuno nel suo piccolo dovrebbe poter credere! Di una cosa sono certo – commenta il nostro lettore, Renato Dispenza – questa ‘necessità’ non può essere definita una ‘chimera’. Prepariamoci a superare le strumentalizzazioni che inevitabilmente ci saranno”.

Un giudizio, un commento, una riflessione, su cui meditare e che facciamo nostra.

 

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