sabato, 25 Settembre 2021

Il boom del turismo siciliano, il See Sicily e la zona gialla: un’analisi

(di Toti Piscopo) I dati ufficiali resi noti dall’assessorato regionale al Turismo, e da noi pubblicati ieri (vedi news), certificano la sensazione che abbiamo riportato nei giorni precedenti quando, pur utilizzando toni e metafore ben diverse, abbiamo manifestato la preoccupazione per l’anticipazione data, e poi successivamente confermata, che la Sicilia sarebbe entrata in zona gialla.

Le reazioni sui social, com’era prevedibile, non si sono fatte attendere. Ma i numeri sono numeri così come le parole sono parole, ed entrambe vanno analizzate.

Assolutamente condivisibile che il raffronto dei dati tra l’estate 2021 e quella del 2020 sia improponibile e ciò costituisce un vulnus comunicativo a cui l’assessorato ci ha ormai abituato. Però è pur vero che i dati riportati sono andati oltre le più rosee previsioni, come rilevato da diversi osservatori e confermato, per l’appunto, dai dati dell’assessorato.

E se questi risultati siano stati generati dall’investimento dell’assessorato attraverso il progetto See Sicily o da un movimento spontaneo, esasperato e disperato, alla ricerca di una parvenza di serenità e tranquillità, poco importa nella fase consuntiva, ma che diventa importante analizzare per rimediare in corso d’opera alle tante criticità.

Ma la situazione censita ritengo metta in luce delle novità che sta generando il mercato.

Il primo riguarda l’evoluzione e l’incremento del movimento turistico individuale e la costante sofferenza del turismo organizzato che prevalentemente opera sui mercati internazionali ancora fermi al palo e di tutti i settori contestuali quali il congressuale, il wedding, meeting, convention ed altri ancora.

Il secondo riguarda il mercato internazionale, parzialmente attivo, ma pervaso da tante incertezze che non consente agli operatori e ai vettori una programmazione certa.

Il terzo riguarda la redditività, non essendo certo che il riempimento delle stanze corrisponda alla marginalità economica delle imprese.

Ovviamente, tante sono le considerazioni da fare anche sul See Sicily, la cui felice intuizione rimane penalizzata da una sua inadeguata applicazione e da una strategia di marketing che forse sarebbe dovuta essere a più ampio respiro, e che invece probabilmente è frutto di un mancato confronto serio con gli addetti ai lavori.

Ovviamente i social si nutrono di ironia e commenti superficiali, alcuni divertenti, alcuni entusiasti, altri che vanno ignorati, e a poco serve dare pagelle, visto che siamo ancora, e nonostante tutto, in piena pandemia e i rischi, al pari dei problemi, sono ancora tanti da affrontare e contrastare.

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