venerdì, 23 Aprile 2021

L’archeologia per riscoprire l’entroterra siciliano

Una tre giorni di studi tra Catania e Marianopoli alla scoperta dei santuari indigeni

Un viaggio ideale, una tre giorni alla scoperta dei santuari indigeni di Sicilia e Magna Grecia. Un passato che verrà illustrato da studiosi, docenti e archeologi. Un'iniziativa nata per promuovere il convegno di storia antica e archeologia "Santuari indigeni di Sicilia e Magna Grecia. Modelli, organizzazione e regime delle offerte a confronto". Un evento "itinerante" che farà tappa prima a Catania, per una giornata di approfondimenti che si svolgerà venerdì 8 aprile alle 15 nel Coro di notte dell'ex Monastero dei Benedettini, per proseguire a Marianopoli (in provincia di Caltanissetta), nel centro culturale Sikania, dove si svolgeranno le altre due sessioni del convegno, sabato 9 e domenica 10 aprile.
L'evento, che vedrà presenti oltre 30 esperti e moltissimi studenti provenienti da tutt'Italia, è una vera e propria operazione di marketing territoriale. "L'obiettivo – spiega Rosalba Panvini, responsabile del Servizio Interdisciplinare Regionale di Caltanissetta/assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana – è quello di far conoscere l'entroterra siciliano, dove ci sono realtà archeologiche che possono interessare non unicamente gli addetti ai lavori, ma un ambito molto più vasto di possibili fruitori. Luoghi e reperti di Marianopoli ci parlano di un mondo che solo da pochi decenni è venuto alla ribalta ed è stato esplorato approfonditamente: mi riferisco alle civiltà indigene, all'ampio mosaico di popolazioni e culture della Sicilia interna e in particolare dell'area centro-meridionale, al paesaggio rimasto inalterato e simile a quello in cui vivevano gli antichi sicani".

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