Il coronavirus e la guerra dei poveri tra operatori ed albergatori

Riportiamo un commento di Dario Ferrante, tour operator siciliano, pubblicato su Facebook in un gruppo di operatori turistici e che facciamo nostro a ulteriore testimonianza del grave stato di disagio e preoccupazione che vive al momento la filiera turistica.

Che bel lavoro che fai… sei sempre in vacanza. Alzi la mano chi non ha sentito questa frase un centinaio di volte (almeno) nel corso della propria vita.

Ma oggi, diciamocelo, pensare di fare l’operatore turistico è da perfetti coglioni (perdonate il francesismo). L’emergenza coronavirus – dopo la solidarietà dei primi giorni – sta scatenando la solita guerra dei poveri tra operatori ed albergatori in tema di cancellazioni. Con gli operatori turistici che, privi della forza di unione e di una decente rappresentanza di categoria, si trovano nel mezzo di due posizioni opposte.

Da un lato, devono fronteggiare le richieste dei tour operator stranieri che si appellano alla solidarietà e invocano la massima flessibilità, in un mondo del turismo che cambierà inevitabilmente e dove andranno avanti solo quelle partnership che si sono tenute per mano durante la crisi. Operatori che – in maniera esplicita – comunicano la decisione di tagliare fuori per sempre tutte quelle strutture ricettive arroccate nelle loro posizione rigide e poco collaborative nel momento del bisogno.

Dall’altra, devono intermediare con gli albergatori italiani che – in maniera compatta – hanno deciso di interpretare a senso unico il decreto. Un decreto che – ricordiamo – in caso di cancellazione delle prenotazioni – concederebbe ai titolari di strutture ricettive la facoltà di rimborsare oppure emettere un voucher al cliente. Rimborso che, nella quasi totalità dei casi, oggi gli albergatori non prendono neanche in considerazione (optando per il voucher) perché così istruiti dalle loro associazioni d categoria. Una scelta che non sarebbe sindacabile nè dalle agenzie nè dalle OTA (Online Travel Agency).

Ma che, come sappiamo, accentua ancora una volta il rapporto di forza tra l’intermediazione tradizionale e quella virtuale. Grande rigidità da parte degli albergatori nei riguardi dei tour operator incoming italiani (parlo, almeno, per molti della mia regione… la Sicilia) e sottomissione totale nei riguardi delle OTA, che se ne fregano dell’interpretazione dei decreti o dei voucher e impongono la loro decisione, non sindacabile, di cancellare senza penale e rimborsare interamente!

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