domenica, 19 gennaio 2020

C’era una volta Ustica… e poi arrivò il turismo con lo zampino di Lucio Messina

Nell’ambito dei festeggiamenti per i 60° anni della Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, è stata consegnata una targa a Lucio Messina, direttore onorario dell’Accademia delle Scienze e attività subacquee di Ustica nonchè storico socio dello Skal International Palermo.

La Rassegna è nata ad Ustica grazie all’iniziativa di Lucio Messina, già direttore dell’Ente Provinciale Turismo e poi dell’Accademia, oggi organizzatrice della Rassegna. Fu sempre lui a promuovere, sin dall’inizio degli anni ’80, la proficua collaborazione con la Libreria Internazionale il Mare, creando la Biblioteca Internazionale del mare alla Torre dello Spalmatore di Ustica.

I Tridenti d’Oro hanno voluto dedicare la 60° Rassegna alla memoria di Sebastiano Tusa che è stato anche Presidente dell’Accademia.

Nel ricevere questo gradito riconoscimento, Lucio Messina ricorda:

Com’è lontano il 1959! Sessant’anni! Una vita intera. I primordi della storia di Ustica Turistica. E avvenne allora, sessanta anni fa, il mio personale colpo di fulmine con l’Isola. 

Da giovane funzionario dell’Ente del Turismo mi appassionai alla sfida: lanciare nel mondo la Sicilia attraverso Ustica. Un’isola sconosciuta ma perfetta, con un mare cristallino e una natura rigogliosa. E persone sincere e intelligenti. Con un passato da prigione, ma un fulgido futuro ambientalista. E, con Ustica, volevamo lanciare un nuovo concetto di Sicilia – scientifica, allegra, all’avanguardia – e volevamo farlo a livello internazionale. Volevamo strappare Ustica al suo destino di luogo di confino e soggiorno obbligato. E proprio nel 1959 si aprivano le inesplorate frontiere della subacquea!

E noi quindi, siciliani alla periferia dell’Impero, ci mettemmo alla ricerca dell’idea, nuova, originale, capace di resistere nel tempo. Un’idea che esaltasse la bellezza e il fascino di Ustica: il suo panorama, il suo mare, i suoi fondali. Fu quasi obbligata quindi, la scelta per una manifestazione che interessasse i subacquei. L’Isola non era ancora, com’è invece oggi, anche per nostro merito di Accademia, la prima Grande Riserva Marina d’Italia (oggi AMP). Era però già un vero paradiso per i subacquei. Non fu difficile quindi, parlare subito di Rassegna, e di Rassegna Internazionale di Attività Subacquee. Una manifestazione innovativa, che presentasse tutte le novità del settore – scientifiche, visuali, ludiche e commerciali – e che costituisse un punto d’incontro, un appuntamento annuale per riunire scienziati e giornalisti, atleti e amatori, fotografi, cineasti, scrittori, inventori, industriali, che comunque avessero a che fare con il mondo sottomarino e il sub. E che venissero da tutto il mondo! E già allora, fu intuitivo e facile battezzare Ustica, Capitale dei Sub.  

È sufficiente scorrere i programmi delle sessanta Rassegne Internazionali delle Attività Subacquee di Ustica, per confermare la primogenitura di Ustica nei settori delle mostre di attrezzature subacquee, di fotografia, di editoria, di archeologia, di biologia, di ricerca, di protezione dell’ambiente marino, dei festival di cinematografia subacquea, dei concorsi di fotografia subacquea, della pittura subacquea in estemporanea, della televisione, con il primo spettacolo televisivo sottomarino (e forse unico al mondo, ripreso dalla RAI-TV).  

Fu ventisette anni dopo che riuscimmo (riuscii?) a creare la Riserva Marina Isola di Ustica, seconda in Italia dopo la minuscola Miramare di Trieste, e sull’esempio di Porquerolle in Francia. E questo dopo 10 anni di negoziato con l’isola e soprattutto i pescatori. E tutto, grazie alla Rassegna, e soprattutto all’Accademia Internazionale delle Attività Subacquee, che era nata con l’amico Lele Pallotta, pioniere della medicina iperbarica nel mondo. Con lui decidemmo che tutti i Tridenti d’Oro -i Nobel del Mare- sarebbero stati automaticamente membri della neonata Accademia Internazionale delle Attività Subacquee di Ustica, di cui io fui il primo direttore e Lele il primo presidente. Tutti gli amici scienziati della Rassegna già percepivano, prima del tempo, la necessità di porre attenzione e preservare l’ambiente sottomarino.

Un’intuizione di giovani, e anche ignoranti siculi, (non avevamo dati sull’ambiente e sul mare, ai tempi, come per fortuna avete oggi), però animati da entusiasmo e volontà! E così Accademia fu!  Ed oggi, validissimi signori e signore portano avanti la torcia dell’Accademia, e la trasmettono ai loro allievi, figli, studenti”.

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