La Finanziaria dimentica il trasporto aereo, ma Aerolinee Siciliane ci crede ancora

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che Luigi Crispino, fondatore di Aerolinee Siciliane, ha inviato al presidente della Regione Nello Musumeci e per conoscenza ai siciliani.

Caro Presidente,
lei ama da sempre un certo linguaggio eroico. Per questo, per farle piacere, ci definiamo un manipolo di siciliani per bene. 
Abbiamo pensato, qualche tempo fa di risolvere un problema siciliano da lei immediatamente rilevato, quando fu eletto: il trasporto aereo. 
Il nostro progetto le piaceva, ne era innamorato. L’assessore Razza ci rivelò in un incontro che lei considerava la nostra proposta ‘il progetto più rilevante della legislatura’. Poi, improvvisamente, non le piacque più. Cambiò idea. Forse un suggerimento all’orecchio.
Noi non ce ne curammo. Abbiamo costituito la società per azioni con la massima trasparenza, sicuramente maggiore a quella di tante società pubbliche. Grazie a operai, disoccupati, pensionati, farmacisti, professionisti, donne e uomini, ragazzi e anziani, siciliani di ogni provenienza, sesso, religione, siamo riusciti a fare quel che la Regione Siciliana non ha fatto. 
La nostra Regione non solo non ha dato riconoscimento ai suoi figli, ma ha detto che aveva il diritto di mettersi in concorrenza con loro. Facciamo notare che la nostra società è fatta con investimenti privati e volontari, la Regione pretendeva di farla sempre con i nostri soldi, ma quelli delle tasse. Forse, a chi gestisce la tasse, i siciliani non piacciono, soprattutto se pagano. 
E infatti un suo assessore disse che la Regione Siciliana aveva pronta la sua compagnia aerea.
Un altro assessore invece ci disse che credeva nelle nostre Aerolinee Siciliane, non quelle regionali. Noi abbiamo sospeso il giudizio. Abbiamo pure dichiarato che se lei, Presidente, fosse riuscito a fondare la compagnia della Regione Siciliana, avremmo volentieri dato il nostro supporto, sciogliendo la nostra.
Oggi abbiamo la Finanziaria del 2020.
Di compagnie aeree della Regione non c’è traccia.
La Sicilia è oggi quasi totalmente devastata e abbandonata a sé stessa. Il governo in piena emergenza di epidemia ha scelto di svolgere mere funzioni di regolazione del traffico e addirittura impedisce a siciliani residenti di tornare a casa. Anche incuranti del fatto che siano disoccupati, senza un tetto e senza soldi. Ribadiamo che i Siciliani non piacciono a chi gestisce le loro tasse.
Caro Presidente, il tema economico e politico adesso è se lei sente ancora il bisogno di mettersi in concorrenza contro una compagnia aerea fondata dal suo stesso popolo. Lei sa che da oggi, più di ieri, per viaggiare ci vorranno molti soldi che la gestione dell’epidemia ha fatto sparire. L’impoverimento economico e dei trasporti aerei non sono colpa del coronavirus. Per il trasporto aereo lo abbiamo spiegato chiaramente e per tempo. Lei lo sa. Però non ha fatto nulla di concreto. Né con noi, né, forse, contro di noi. 
I siciliani hanno bisogno di Aerolinee Siciliane. Ora ci dica: Cosa farà lei, assieme al suo governo? Si rimboccherà le maniche come noi, il suo popolo? 
I siciliani sanno che bastano duemila euro per essere un’azionista individuale. Non servono delibere di giunta. Insomma, presidente, lei la sua giunta, i deputati dell’Assemblea Regionale si mischieranno al popolo imprenditore? Faranno parte della nostra compagine? O la politica continuerà a stare alla finestra?
Noi non peseremo sulle tasse dei siciliani. Forse è questo il nostro difetto. Per questo possiamo permetterci di amare la nostra terra e il nostro popolo. Chi sta in questo azionariato ama la sua terra e crede nel futuro. 
Che il coraggio sia anche il tuo signore, caro presidente. Sicuramente è il nostro e dei Siciliani che in futuro dovranno avere la responsabilità della guida di questa terra“.

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